Campagne AdWords: certificazioni e qualifiche

Certificazioni AdWordsGoogle permette a tutti gli esperti di Campagne AdWords di ricevere una certificazione che attesta le conoscenze e l’esperienza sul  programma pubblicitario di campagne pay per clic più conosciuto al mondo.

Attualmente è possibile ricevere le seguenti qualificazioni:

  • Individual Qualification: è una qualifica a livello individuale ed è adatta a tutti i professionisti freelance e a coloro che vogliono aggiungere una competenza in più al loro curriculum. Per ottenere questa certificazione è necessario passare due esami: uno sulla teoria di base e uno di livello avanzato, specializzato su un determinato argomento di AdWords. A differenza delle precedenti disposizioni, a oggi non è necessario avere alcun requisito di base per sostenere gli esami, solo tanta volontà, studio, determinazione.
  • Certified Partner: è una qualifica a livello aziendale e attesta che l’azienda certificata è in grado di gestire con successo campagne Google AdWords. Per diventare Certified Partner, in questo caso, sono necessari i seguenti requisiti: avere almeno un dipendente che ha conseguito la Individual Certification, aver gestito una spesa di 10.000 dollari negli ultimi 90 giorni oltre ad accettare i termini e le condizioni del programma.

Per mettersi alla prova e conoscere le modalità d’esame occorre andare alla pagina di Google dedicata al “Programma di certificazione”, dove  si trovano le informazioni necessarie per sostenere l’esame, fare dei test di prova, consultare materiale didattico online.

L’esame si sostiene online rispondendo a oltre 100 quesiti a risposta  multipla nell’arco di due ore.

Perché è così importante la certificazione Google AdWords?

  • La certificazione che si ottiene è riconosciuta a livello mondiale
  • Garantisce  un partner affidabile e competente
  • I Certified Partner hanno accesso ad alcune agevolazioni come la possibilità di partecipare a programmi promozionali ed assistenza personalizzata.

 

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2011: Google chiude un anno di grandi novità

Circa un anno fa, a cominciare dagli Stati Uniti e dalla versione internazionale, Google ha implementato un radicale cambiamento del funzionamento complessivo dei propri algoritmi, mettendo in atto una vera e propria rivoluzione nelle pagine dei risultati. L’aggiornamento è stato chiamato Google Panda Update ed è sicuramente la più grande operazione di rivalutazione dell’indice operata fin dai tempi della triade Florida Austin Brandy Updates, messa in piedi tra la fine del 2003 e l’inizio del 2004.

Se nel 2003 il Florida Update fu determinante per superare definitivamente i concorrenti e ripulire l’indice con un violento colpo di ramazza di fronte all’uscio di casa (potenziamento dei filtri anti-spam, attivazione dei primi elementi di local indexing e soprattutto utilizzo della rilevanza semantica nel calcolo del PageRank), il 2004 vide il compimento dell’opera con l’implementazione definitiva delle regole anti-spam e il fiorire dei moderni fattori di posizionamento on page. In particolare nell’aggiornamento Austin fu definitivamente tolta rilevanza a tattiche esasperate riguardanti il testo, mentre nel successivo e definitivo Brandy la ripulita generale riguardò il valore del link in entrata e dell’anchor text.

Sette anni dopo si arriva a Google Panda. Rispetto ai fattori di posizionamento consolidati a partire dal 2004 molte cose erano cambiate. Prima di tutto il fenomeno Local aveva preso piede, la ricerca personale si era fatta più marcata e soprattutto erano venute alla luce le “reti sociali”. Google aveva dunque la necessità di riconsiderare, anche in un’ottica di competizione sul mercato, la stessa idea di motore di ricerca, cercando di affiancare, come sempre, elementi ludici nella ricerca, al fine di compensare un eventuale perdita di traffico provocata dall’ascesa prepotente di Facebook e dal timore che in siti come questi si spostasse la ricerca di parole chiave.

I timori di Google non sono ancora terminati, anche perché Facebook sembra preferire un’alleanza con un concorrente spietato e pericoloso Microsoft, intuendo oggi come ieri, il valore economico dei motori di ricerca. Google però conserva un vantaggio tecnologico, che si esplica in tutta la sua potenza nel caso dell’aggiornamento Panda. Le direttive proposte da questo update sono chiare e nette:

1) L’obbiettivo principale è riportare genuinità nelle pagine di risultati, penalizzanti tutti quei creatori di contenuto superfluo che hanno occupato l’indice, esasperando le tattiche sui contenuti e il link building, messe in cantiere a partire dal 2004.

2) In particolare Google Panda colpisce le cd. “farm content”, fattorie di contenuto, create allo scopo di succhiare traffico e generare introiti pubblicitari, togliendo spazio ai siti autorevoli e rilevanti, considerati in topic.

3) E’ stato notato che Google abbia applicato specifici filtri a diverse aeree tematiche e ancora una volta, preso di mira gli e-commerce che utilizzano un catalogo condiviso (la quasi totalità), obbligando i proprietari a tattiche spericolate di link building.

4) In successivi ritocchi dell’update, Google non solo ha definitivamente incorporato i social signals, ma rafforzato la struttura della pagina e il valore di link e citazioni autorevoli.

Per calmierare l’effetto di Panda, soprattutto sugli e-commerce, penalizzati da nuovi filtri anti-duplicazione, Google nel corso del 2011 ha teso una mano ai venditori on line, aiutando i webmaster e i seo specialist di tutto il mondo a identificare meglio il prodotto online, a evitare la duplicazione, facendo strada a Google Shopping.

In definitiva, il 2011 è stato un anno importantissimo per Google, considerando anche il lancio di Google Plus, che dovrebbe essere la tanto auspicata risposta a Facebook. Le perplessità sulle capacità di Google di lanciarsi nel social network rimangono presenti, visti i fallimenti precedenti, mentre gli aggiornamenti al motore di ricerca confermano la volontà di Google di mantenere il proprio core business in prima linea. E i ricavi gli danno ancora ragione.

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Google Adwords: CTR e ottimizzazione dell’account

Ottimizzare il vostro account Google AdWords al meglio è fondamentale per avere campagne più efficaci per il vostro business online. Qui di seguito qualche suggerimento e accortezza:

  • Parola d’ordine: organizzazione. Se il vostro account naviga nel caos più totale è difficile che le vostre campagne siano davvero efficaci. Suddividete le vostre campagne per tema o categoria in base al prodotto che vendete, rinominandole sempre nel modo più appropriato. Un esempio? Se avete un negozio di abbigliamento potete creare una campagna “Abbigliamento Uomo” con gruppi di annunci riguardanti le sottocategorie di vestiti che vendete: jeans, felpe, scarpe etc.. Cercate di settorializzare il più possibile i vostri annunci: più le campagne sono efficaci e pertinenti alle parole chiave, maggiori saranno i risultati.
  • Keywords, keywords e ancora keywords. Date un’occhiata all’elenco delle parole chiave scelte. Eliminate subito quelle che non hanno ottenuto neanche un clic e provate a prendere in considerazione altri termini: sinonimi, singolari, plurali e più varianti della stessa parola. Utilizzate anche le “corrispondenze”: sperimentate le opzioni “a frase” o “esatta” e aggiungete le parole chiave a “corrispondenza inversa”. Non avete idee? Sfruttare lo strumento “Suggestion Tool” o i suggerimenti della scheda “Opportunità”.
  • Invito all’azione. Rivedete il testo dei vostri annunci. Le frasi sono persuasive? Il testo è abbastanza efficace? Cosa dicono i vostri competitors? Cercate di inserire sempre una “call to action” negli annunci, ovvero invitate l’utente a compiere una determinata azione affinchè faccia clic. Es: Scopri di più, Compra ora, Chiedi un preventivo.
  • URL di destinazione. Dove rimandano i vostri annunci AdWords? Cercate di trovare la pagina di atterraggio più adatta: se una sezione del vostro sito parla di un determinato prodotto o servizio che promuovete è quella la pagina più corretta. L’utente quando clicca sull’annuncio deve trovare subito l’informazione che sta cercando, senza dover fare ulteriori clic o scorrere il menù di navigazione.
  • Occhio al CTR! Il CTR (Clic Trough Rate) è il valore espresso in percentuale che indica il rapporto tra i clic di un annuncio rispetto al numero di volte che lo stesso è stato visualizzato. Il CTR ha assunto un valore sempre più importante nel determinare il successo di una campagna AdWords. Avere un buon CTR non è semplice perché dipende da molti fattori: impostazioni degli annunci, creatività dell’inserzionista, pertinenza con le parole chiave. Un CTR soddisfacente è sopra il 3%.
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CMS: come gestire e aggiornare i contenuti del vostro sito senza essere degli esperti

cmsCMS è l’acronimo di Content Management System e sta ad indicare i software che permettono la modifica e l’aggiornamento dei contenuti web in maniera semplice ed intuitiva.

I CMS, nati per venire incontro a quelle realtà che hanno bisogno di amministrare testi ed immagini del proprio sito, consentono agli utenti di poter essere totalmente indipendenti e di poter effettuare anche piccole modifiche senza dover contattare ogni volta la web agency a cui hanno commissionato il lavoro.

Con i CMS è possibile aggiungere immagini, modificare i contenuti di una pagina, inserire nuovi prodotti all’interno di un e-commerce, scrivere un post all’interno del proprio blog.
Attualmente esistono molti CMS gratuiti che, oltre ad avere un pannello di controllo facilissimo da usare (per intenderci con una struttura che ricorda la classica pagina di Word) comprendono anche molti componenti aggiuntivi volti ad esempio al marketing e ai social network.

Quali sono i vantaggi nell’utilizzo di un CMS?

  • Alta personalizzazione dei contenuti senza la perdita della qualità grafica e strutturale del sito
  • Possibilità di aggiornare le informazioni senza essere dei tecnici informatici
  • Integrazione di plug-in e moduli per facilitare la gestione del sito
  • Accesso al sito da parte di più utenti, che possono essere organizzati in livelli e che possono usare le funzioni del pannello di controllo in maniera più o meno limitata
  • Risparmio in termini di tempo e denaro

Quali sono i CMS open source più in voga?

  • WordPress
  • Joomla
  • Drupal
  • E107
  • Plone
  • Typo3

Attenzione: scegliere di utilizzare un CMS non vuol dire potersi costruire un sito intero in maniera autonoma, per poter installare il software e configurare al meglio il tutto è necessario l’aiuto di persone esperte e competenti.

Chiedeteci un consiglio se volete creare il vostro sito internet in CMS, saremo lieti di consigliarvi la soluzione più adatta in base alle vostre esigenze.

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Google AdWords: la scheda Opportunità

scheda opportunità adwordsLa scheda “Opportunità” di AdWords è uno strumento molto utile per migliorare le prestazioni dei propri annunci.
Potete trovare la scheda “Opportunità” nel menù in alto verde, alla terza voce, dopo “Campagne”. Questo tool di BigG è molto utile per capire come ottimizzare al meglio le proprie campagne e come incrementare il proprio traffico sugli annunci. Vediamo come.

Idee
In questa sezione potete trovare i suggerimenti automatici, dei consigli su come aggiornare i propri annunci in modo da migliorare le performance della campagna. Per poter sfruttare al meglio le idee proposte dovete impostare un obiettivo scegliendo tra:

  • aumento del traffico: maggior numero di clic aumentando il budget
  • bilancia costo traffico: più clic cercando di avere costi moderati
  • mantieni invariati o riduci i costi: aumento di clic senza modificare il budget corrente

Ciò che vi viene proposto, in linea di massima è l’utilizzo di nuove parole chiave che non avevate preso in considerazione o di incrementare il budget per aumentare impression e clic.

Analisi Concorrenza
Consente di visualizzare le prestazioni delle vostre campagne paragonando i vostri annunci a quelli dei vostri competitors dello stesso settore. Potete effettuare l’analisi impostando i seguenti parametri:

  • clic
  • impression
  • CTR
  • posizione media

Tutti i dati possono proposti (idee e anali concorrenza) possono essere esportati in Excel, cliccando il tasto “Esporta in .csv”.
Il nostro consiglio è quello di utilizzare la scheda “Opportunità” come una fonte d’ispirazione, filtrando i risultati automatici, che non sempre sono appropriati alla vostra situazione, per trovare nuovi modi di pubblicizzare i vostri prodotti o servizi.

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Nuova versione di Google Analytics: cosa cambia

google analyticsÈ arrivata la nuova versione di Google Analytics: vediamo insieme quali sono le principali novità apportate al tool di BigG.

  • Interazione con i social. In un momento in cui i Social Network hanno un peso sempre più importante sia per quanto riguarda la brand reputation di un’azienda sia per operazioni di marketing e di posizionamento nei motori di ricerca, Google ha pensato ad una sezione dedicata, che si trova sotto “Rapporti standard” nella categoria “Pubblico”. Qui è possibile capire come i navigatori interagiscono con i plug-in dei vari social (es: il condividi di Facebook, i tweet di Twitter) presenti sul sito web. Per poter attivare questa funzionalità è necessario usufuire del metodo _tracksocial, inserendo delle porzioni di codice sulle varie pagine. Per Google+, invece, l’opzione è attiva di default.
  • Flusso di visitatori. Sempre alla voce “Pubblico” è altresì possibile consultare il “Flusso di visitatori”, un nuovo grafico altamente innovativo che rappresenta come gli utenti si muovono all’interno del sito. È una sorta di colpo d’occhio che fa capire istantaneamente alcune informazioni come il numero di interazioni degli utenti, dopo quante pagine gli stessi abbandonano il sito, il paese di provenienza dei visitatori.
  • Traffico da dispositivi mobili. Con la nuova versione si possono analizzare anche i dati relativi ai dispositivi mobili, ovvero il numero di viste al sito che provengono da cellulari e tablet. Le informazioni che si possono ottenere sono davvero interessanti: si può conoscere il modello di telefono, quale sistema operativo supporta ed il suo fornitore di servizi. In questo modo si può ottimizzare al meglio il sito per tali dispositivi.
  • Dashboard personalizzate. La dashboard di Analytics diventa personalizzabile grazie alla possibilità di aggiungere widget e componenti che possono essere utili in una situazione piuttosto che in un’altra. Trascinando sullo schermo i vari moduli, gli stessi possono essere riposizionati a proprio piacimento, in modo tale da avere più in alto le informazioni che interessano di più. Si possono aggiungere tabelle, metriche, grafici a forma di torta e sequenze temporali.
  • Tempo reale (ancora in fase Beta). Ancora in fase di test la funzione “Tempo reale”, che consente di visualizzare le azioni degli utenti nel preciso istante in cui siamo collegati. Si possono conoscere le parole chiave utilizzate per atterrare sul sito, la località da cui arrivano, sapere quali sono i nuovi utenti e quelli che hanno già visitato le nostre pagine in passato.

Cosa aspettate? Non perdete tempo e iniziate subito a utilizzare le nuove funzionalità di Analytics!

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Come funziona Google

Si stima che il motore di ricerca Google indicizzi solo il 10% del web esistente e che il rimanente, il grosso non indicizzato, sia sommerso da una marea di errori e facilonerie che spesso si riscontrano nei siti poco autorevoli. Ma come funziona esattamente Google? Subito si capisce che Google non effettua una ricerca sul web, ma su sé stesso, ovvero sulla parte della rete che è in grado di indicizzare.

A scanso di equivoci occorre precisare che, nonostante Google venga considerato come un “essere” pensante, attivo, rimane, almeno per chi dichiara di conoscerlo bene, un coacervo di algoritmi e formule matematiche tesi a fornire risposte congruenti a domande appropriate. Quindi, Google è un software di indicizzazione, costituito da due elementi fondamentali:

  1. Il datacenter, ovvero la tabella o il database sul quale viene indicizzato tutto il web che riesce a indicizzare;
  2. Lo spiderbot, cioè googlebot, un particolare programma in grado di seguire i collegamenti sulla rete (hyperlink) e scaricare le pagine sul database;

Il lavoro coordinato tra questi due elementi forma il processo di indicizzazione, ovvero la catalogazione di un dominio e delle sue pagine all’interno della tabella di Google. Quando un utente effettua una ricerca da Google non fa altro che sondare l’indice delle pagine scaricate in tabella. E’ per questo motivo che Google è tanto veloce nel fornire una risposta: perché non cerca nell’intero web, che si stima essere appunto nove volte più grande di quello che riesce a scaricare il motore di ricerca, ma all’interno del proprio database. Con delle conseguenze che non è difficile immaginare.

Nei tratti fondamentali dell’indicizzazione hanno una rilevanza i link, ovvero quei collegamenti a pagine (interne o esterne), che normalmente un sito web ospita, implementando semplicemente il linguaggio di scrittura base del web, l’html, attraverso i comandi di decodifica dei browser. Google, fin dal principio, è stato ideato e sviluppato come motore di ricerca basato sul link.

indicizzazione googleA differenza dei suoi predecessori Google scandaglia la rete lanciando googlebot su siti principali, definiti hub, ai quali, come dei nodi nelle comunicazioni satellitari e radio, sono agganciati tutti i siti della rete ipoteticamente indicizzabile. Gli esperti del settore ritengono che Google scelga manualmente i siti hub (es,: wikipedia, repubblica, cnn, disney, nasa… et cet), per definire una sorta di controllo umano sull’autorevolezza di alcuni domini. Posto che sia vero non cambia la natura delle cose, se l’autorevolezza viene attribuita tutta attraverso gli algoritmi matematici, ai quali sono legati i cosiddetti fattori di posizionamento e indicizzazione.

Di sicuro, la rilevanza di un sito si può misurare nella distanza intercorrente tra lo stesso sito e un sito hub, in termini di link crossing e link proximity, di incrocio e vicinanza tra pagine linkate. La famosa teoria del sesto grado di separazione spiega bene questo meccanismo, illustrato nella figura in alto. Il sito F e il sito E ricevono pagerank e autorevolezza dal Sito HUB attraverso collegamenti a catena tra i siti intermedi. Tanto è più lunga la catena di collegamenti tra siti hub e siti periferici, tanto minore è il tasso di autorevolezza e indicizzazione del sito. Per questa ragione si può affermare correttamente che il processo di posizionamento e indicizzazione di un sito equivale a una crescita di autorevolezza.

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Google Adwords: revisione delle campagne per un 2012 alla grande

Siamo all’inizio dell’anno nuovo ed è il momento di dare un’occhiata ai “lavori in corso” per partire come si deve. Iniziamo con qualche domanda: Come vogliamo improntare il nostro business nel 2012? Quali sono i nostri obiettivi per le campagne AdWords in corso?

Approfittiamo del mese di gennaio per rivedere le nostre campagne PPC, così da partire alla grande nel 2012. Ecco qualche consiglio:

1. Controllo dei dati
controllo datiSpesso, per la mancanza di tempo, ci dimentichiamo di analizzare in maniera approfondita i dati della nostra campagna. Sbagliato: informazioni come il CTR (qualità dell’annuncio), il CPC (costo per clic) o il “punteggio di qualità” (quanto la nostra keywords ha valore in relazione alle ricerche degli utenti e alla nostra campagna) ci permettono di capire in che direzione stiamo andando. Questi parametri ci permettono di capire le problematiche della campagna e dove dobbiamo intervenire per migliorarla.

2. Checkup del budget
budgetIn base all’analisi dei dati potrebbe essere necessario rivedere il budget sia nella sua totalità sia per ogni singolo annuncio o parola chiave. Dobbiamo cercare di capire se quello che stiamo spendendo è sufficiente, ma soprattutto se quello che stiamo investendo ha un buon ritorno in termini economici. È importantissimo cercare di ottimizzare al meglio la nostra campagna: diamo un’occhiata alla posizione del nostro annuncio, al nostro CTR e facciamo alcune considerazioni. Con il budget che abbiamo a disposizione i nostri annunci non sono neanche in prima pagina? Allora è il caso di aumentare il nostro CPC. Ho un buon punteggio di qualità e un buon CTR? Posso provare a spendere di meno, sacrificando la posizione del mio annuncio e vedere se ho gli stessi risultati.

3. Revisione del testo degli annunci
revisione annunci AdWordsSe ci siamo dimenticati della nostra campagna Adwords per un po’, un’altra delle cose da fare è senza dubbio andare a ricontrollare il testo dei nostri annunci per vedere se sono ancora efficaci. Il nostro testo parla di promozioni estive e siamo a dicembre? Ops; forse è il caso di fare qualche modifica. Diamo un’occhiata anche a cosa dicono i nostri competitors oggi e cerchiamo di rendere i nostri annunci più accattivanti e pertinenti, giocando sui nostri punti di forza (es. prodotti a prezzi più bassi, servizi di qualità o simili). Ricordiamoci inoltre di controllare se le url di destinazione puntano a pagine specifiche del nostro sito, dove l’utente può trovare subito le informazioni che sta cercando.

4. Verifica delle pagine di atterraggio
landing pageControlliamo se la nostra landing page è pertinente con l’annuncio e se ha bisogno di qualche aggiornamento. Potrebbe essere necessario modificare un’immagine, rendere il messaggio più coerente e convincente, riscrivere un testo. Se abbiamo tempo, creiamo due varianti di landing e facciamo un test A/B per verificare quale è più efficace: a volte una singola parola o la posizione di un’immagine può fare la differenza in termini di conversioni.

5. Ricerca di nuove opportunità
ideaScorriamo l’elenco delle keywords scelte e controlliamo le loro performance: alcune hanno generato 0 impression e 0 clic? Sbarazziamoci di loro e puntiamo alle parole che ci fanno avere un maggior numero di conversioni. E non dimentichiamoci mai di aggiungere o prendere in considerazione nuove keywords che non ritenevamo utili. In questo ci aiutano sia la “Scheda Opportunità” di AdWords, che si propone periodicamente un elenco di parole semanticamente simili alle nostre, sia il “Suggestion Tool” che ci dà un prospetto immediato delle ricerche mensili globali e del costo a clic.

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Campagne AdWords: le Estensioni Annunci

sitelink

Uno dei modi per migliorare e rendere ancora più efficace la vostra campagna AdWords è quella di utilizzare le “Estensioni annuncio”, ovvero delle informazioni aggiuntive che vengono visualizzate insieme al vostro annuncio: località, numeri di telefono, social.
Potete aggiungere i vostri dati andando sulla campagna desiderata e selezionando la voce “Estensioni annuncio”, la penultima alla vostra destra.
Vediamo insieme quali sono le informazioni che potete allegare ai vostri annunci:

Estensioni di località
Estensioni localitàVi consente di inserire informazioni relative alla posizione della vostra attività, comprendendo indirizzo, cap, città e ubicazione sulla mappa. È possibile farlo sia inserendo i dati manualmente sia sfruttando le informazioni del vostro Google Places.

 

Estensioni di chiamata
Estensioni di chiamataUtilissima soprattutto se siete abituati alla vendita telefonica, le estensioni di chiamata vi permettono di aggiungere sotto il vostro annuncio Adwords una riga dove compare il vostro numero di telefono. In questo modo avete l’opportunità di ricevere direttamente le chiamate e dare informazioni in tempo reale sui servizi che offrite.

 

Estensioni sitelink
Estesioni SitelinkSono dei veri e propri link aggiuntivi che rimandano a sezioni del vostro sito particolarmente interessanti o rilevanti per voi. Potete linkare ad esempio la pagina di contatto, la photogallery oppure la pagina del vostro servizio di punta, che volete mettere ulteriormente in risalto. È possibile aggiungere fino ad un massimo di 10 link, che verranno visualizzati però soltanto se l’annuncio è ai primi 3 posti.

 

Estensioni di prodotto
Estensioni di prodottoLe estensioni di prodotto consentono di visualizzare i vostri articoli inseriti sul Google Merchant Center, lo strumento che si interfaccia a Google Shopping, il tool gratuito che contiene le schede prodotto di migliaia di articoli e che rendono più facile la ricerca per potenziali acquirenti, che possono trovare facilmente il prodotto di cui hanno bisogno.

 

Estensioni social
Google PlusGrazie a questa estensione potete collegare il vostro account Google+ agli annunci AdWords. Per farlo è semplicissimo: basta inserire l’url della pagina Google+ di vostro interesse. Ricordate: perché il collegamento avvenga in maniera corretta, la vostra pagina deve essere stata verificata, questo per garantire la veridicità del vostro account ed evitare furti d’identità.

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Vendere Online con Motori di Ricerca e Social

Il 27 Ottobre scorso abbiamo tenuto presso la sede di Olos Interactive in Via Paolo Sarpi  in cui abbiamo affrontato i legami, ormai strettissimi tra Posizionamento Organico e Social Network. Special Guest e correlatrice delle serata Giuliana Laurita di The Talking Village.

Come sempre siamo partiti con un ricco Happy Hour organizzato dalle Cuciniere, e così mentre arrivavano gli ultimi ritardatari, abbiamo ingannato il tempo tra una focaccina, una crespella ai funghi ed un bicchiere di prosecco.

Eccoci, non manca nessuno, sala piena… e acceso dibattito!

Un primo  punto che abbiamo affrontato è la definizione di vendita online; per noi vendere online vuol dire far trovare alle persone quello che stanno cercando, thats’it (direbbero gli americani). Niente trucchi o magheggi dunque ma trasparenza e correttezza. Non è l’unico punto di vista in rete, ma noi la pensiamo così.

Per il 90% degli italiani  i motori di ricerca hanno un peso determinante nelle scelte d’acquisto (Fonte Full Research 2010). Il numero di persone sui Social Network nel mondo vanno dai 25 milioni del neonato Google+ agli oltre 800 milioni di Facebook (Fonte: Seomoz)

Motori di ricerca e social network si influenzano reciprocamente in un circolo virtuoso che Rand Fishkin ha descritto in modo molto efficace in uno schema che potete trovare sulla presentazione della serata.

Giuliana ci ha spiegato in modo efficace che quando parliamo di social la vendita è una conseguenza non un obeittivo, conseguanza di un approccio tra persone basato sulla qualità del progetto relazionale e, ancora una volta, sulla trasparenza.

Non tutti sono d’accordo in sala ma è il bello di avere un pensiero originale, che esce dal coro (anche se a noi il coro piace, ma parliamo di quello musciale).

Last but non list: la voce ai clienti…

Hanno raccontato la loro esperienza di vendita online Paola Ermolli, di Laser Medical Center e Mirko Corbetta di 3M con la fantasi dei suoi Post-it®Personalizzati.

Nel primo caso Paola ci ha raccontato come è possibile far partire un’attività completamente nuova per il mercato italiano usando i motori di ricerca per valutare il potenziale di mercato e, di fatto, usandoli poi come canale di vendita prevelante.

Mirko ci ha parlato invece di come rivitalizzare un’iniziativa di business, esistente da molti anni off-line, creando un allargamento del portafoglio clienti, grazie alla visibilità aggiuntiva generata dal canale Internet.

La serata è terminata di nuovo davanti al buffet, i due relatori stanchie e affamati, ma felici, in un clima allegro (anche grazie al vino) e alla cornice conviviale che The Hub riesce sempre a creare.

Ringrazio i miei collaboratori che si sono fatti qualche centinaio di chilometri per partecipare e tutto lo staff che ci ha permesso di passare una bella serata lavorativa, ma anche no.

Prossmamente (il tempo di finire il montaggio) e pubblicheremo su queste pagine una sintesi video dei punti più salienti. Alla prossima.

Fabio

 

 

 

 

 

 

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