Campagne AdWords

Campagne Adwords: alcuni suggerimenti per organizzarle

Campagne AdWords

Organizzare il lavoro è fondamentale per avere campagne AdWords più efficaci . Qui di seguito qualche suggerimento e accortezza per ottenere questo risultato:

  • Parola d’ordine: organizzazione. Se il tuo account naviga nel caos più totale è difficile che le campagne siano davvero efficaci. Suddividi le campagne AdWords per tema o categoria in base al prodotto che vendei, rinominandole sempre nel modo più appropriato. Un esempio? Se hai un negozio di abbigliamento puoi creare una campagna “Abbigliamento Uomo” con gruppi di annunci riguardanti le sottocategorie di vestiti che vendi: jeans, felpe, scarpe etc.. Cerca di settorializzare il più possibile i tuo annunci: più le campagne sono efficaci e pertinenti alle parole chiave, maggiori saranno i risultati.
  • Keywords, keywords e ancora keywords. Dai un’occhiata all’elenco delle parole chiave scelte. Elimina subito quelle che non hanno ottenuto neanche un clic e prova a prendere in considerazione altri termini: sinonimi, singolari, plurali e più varianti della stessa parola. Utilizza anche le corrispondenze: sperimenta le opzioni “a frase” o “generica modificata” e aggiungi le parole chiave a “corrispondenza inversa”. Non hai idee? Sfruttare lo strumento “Suggestion Tool” o Ubersuggest o i  suggerimenti della scheda “Opportunità”.
  • Invito all’azione. Rivedi il testo degli annunci. Le frasi sono persuasive? Il testo è abbastanza efficace? Cosa dicono i tuoi concorrenti? Cerca di inserire sempre una “call to action” negli annunci, ovvero invita l’utente a compiere una determinata azione affinché faccia clic. Es: Scopri di più, Compra ora, Chiedi un preventivo.
  • URL di destinazione. Dove rimandano gli annunci delle tue campagne  AdWords? Cerca di trovare la pagina di atterraggio più adatta: se una sezione del tuo sito parla di un determinato prodotto o servizio che intendi promuovere è quella la pagina più corretta. le persone quando cliccano sull’annuncio devono trovare subito l’informazione che stanno cercando, senza dover fare ulteriori clic o scorrere il menù di navigazione.
  • Occhio al CTR! Il CTR (Clic Trough Rate) è il valore espresso in percentuale che indica il rapporto tra i clic di un annuncio rispetto al numero di volte che lo stesso è stato visualizzato. Il CTR ha assunto un valore sempre più importante nel determinare il successo di una campagna AdWords. Avere un buon CTR non è semplice perché dipende da molti fattori: impostazioni degli annunci, creatività dell’inserzione , pertinenza con le parole chiave. Un CTR sotto il 2% in una campagna testuale, e sotto lo 0,2% in una diplay, per noi è un risultato insoddisfacente.

 Non te la senti di procedere da solo? Vuoi un aiuto? Richiedi subito un parere senza impegno.

Milano, 27 marzo: siamo partiti con il primo Corso di Comunicazione Digitale per il Non Profit!!

Comunicazione digitale Non Profit

I “fondamentali” ci sono: notte passata bene per me, anima del corso (nel senso che ce l’ho proprio messa, l’anima) e per Fabio, docente, consulente didattico, sostenitore nei momenti di sconforto. Aula presso Mani Tese arredata a nuovo, si sente ancora l’odore dei mobili. Partecipanti tutti presenti e infine…LA RETE C’E’!!

Gli allievi sono tutte donne, eccetto il fratello di Fabio, Paolo, che non si sente affatto a disagio.

Si comincia col giro di tavolo, poi Fabio va in cattedra e cala il silenzio. Fa vedere subito una vecchia carta ingiallita, cominciamo bene…!! Ma poi racconta e tutto si fa chiaro: solo grazie alla rete, Fabio è riuscito a ricostruire da quella carta un pezzetto di storia familiare, per lui importante.

Entriamo nel vivo dei motori di ricerca e i nodi vengono al pettine: i meno confidenti col web non possono più nascondersi. Qualche sguardo spaventato c’è, mentre il prof bacchetta impietosamente i difetti dei siti di tutti gli allievi: ebbene sì, se li è guardati tutti il giorno prima.

Se il nome della mia cooperativa, che segue ex tossicodipendenti, è lo stesso di un campeggio sul lago, come faccio a farmi trovare su Google dalle loro famiglie e non da chi deve andar via nel weekend?

Si può rimediare col tag title, una riga sopra l’url del sito che deve spiegare in brevissimo che cosa facciamo, usando non le parole familiari a noi, ma quelle familiari agli utenti di Google.

La mattinata vola, pranzo veloce in pizzeria, ripresa faticosa ma non troppo e via con le domande: le timidezze sono già un lontano ricordo.

Prossimo appuntamento il 17 aprile!

Ida Cappiello

 

Quando conviene investire in AdWords piuttosto che in SEO

Quando un cliente ci contatta per fare della promozione online, ci chiede sempre più spesso se sia opportuno partire con delle campagne Google AdWords o investire in SEO per il posizionamento sui motori di ricerca .

Facciamo un attimo di chiarezza sulle differenze tra questi vari concetti  in termini di risultati che si possono ottenere. Mentre il posizionamento sponsorizzato è legato ai programmi pubblicitari come ADWords o Facebook, il SEO ed il posizionamento organico sui motori di ricerca sono un insieme di tecniche e attività  che ti permettono di comparire nelle prime pagine di Google senza dover pagare per essere in quella posizione. Naturalmente per comparire tra i primi posti devi richiedere un servizio ad un consulente (a meno che tu non sia un esperto SEO, ma in questo caso forse non staresti leggendo questo post) che ha le sue tariffe professionali.

Quindi sia che tu scelga AdWords piuttosto che il SEO, devi mettere in conto di investire budget su queste attività di marketing, perché di questo si tratta.

Il vantaggio di utilizzare Google AdWords in prima battuta, ti consente di essere subito presente tra i risultati di ricerca: basta avviare una campagna, collegarla alle parole chiave più adatte, inserire i dati di fatturazione ed il gioco è fatto. Nel giro di 24 ore (fatta esclusione per gli annunci banner che richiedono più tempo) sei visibile.

Le tecniche SEO, invece, hanno bisogno di tempi più lunghi, dovuti agli algoritmi di Google: diciamo che con un lavoro ben fatto e una concorrenza media, nel giro di 4-6 mesi potresti vedere i primi risultati. Attenzione: visto che per il posizionamento entrano in gioco moltissimi fattori, può succedere che nonostante l’investimento fatto, i risultati non ci siano o perchè il consulente non era davvero in gamba o perchè ci vuole ancora del tempo.

Che fare dunque? Se non ti promuovi in qualche modo per internet e per i navigatori non esisti. Questo può andare bene se la tua è un’attività secondaria, se non hai fretta di sfondare, ma se hai un e-commerce o lanci un nuovo prodotto non puoi aspettare di comparire su Google tra qualche mese.

È anche vero che, con il SEO, una volta raggiunta la posizione nei motori di ricerca si scende e si sale con un a certa gradualità, essendo comunque visibili (fatte salve le penalizzazioni); su AdWords una volta terminato il budget giornaliero non compari più e nel lungo periodo l’investimento potrebbe diventare importante.

Come comportarsi al meglio? Quali sono gli step per gestire al meglio il tuo progetto digitale?

Il nostro consiglio.In una prima fase può convenire investire in AdWords, per essere da subito visibile e portarsi a casa i primi risultati. Nel frattempo è fondamentale pianificare una strategia SEO ad hoc, sulla base dei risultati AdWords, puntando sulle parole chiave che hanno dato maggiori conversioni.

Ricorda! Con AdWords:

  • Gli annunci sono attivi nel giro di poco tempo (di solito 24 ore, anche se adesso per alcuni tipologie di inserzioni le tempistiche sono diversi) e puoi iniziare subito a promuovere la attività
  • Se l’account è ben impostato e le campagne strutturate nel modo giusto sei visibile nei primi risultati, rappresentando in quel momento la “risposta più efficace” per gli utenti che stanno facendo ricerche correlate
  • Riesci a monitorare meglio i risultati, correggere in corsa la strategia promozionale ottimizzando le campagne e capire quali parole chiave sono più performanti delle altre

Nei prossimi post entreremo più nel dettaglio del mondo di AdWords con esempi dedicati a chi vuole promuoversi sulla rete dei contenuti piuttosto che sulla rete video/display e ti mostreremo alcuni casi che devono il loro successo proprio a questo genere di pubblicità.

 

AdWords: corrispondenza delle parole chiave

Quando su AdWords si parla di corrispondenza di parole chiave, si indica quanto vogliamo che quella keywords sia specifica rispetto alle ricerche degli utenti.

Esistono tre livelli di corrispondenza: generica, a frase, esatta. Facciamo un esempio prendendo in considerazione la keywords “scarpe da danza”.

Corrispondenza generica

Se impostiamo la corrispondenza generica, il nostro annuncio comparirà anche quando un utente digita la parola chiave accompagnata da altri termini, in qualsiasi ordine e prendendo in considerazione solo una parte della keywords.

L’annuncio quindi verrà visualizzato per:

  • scarpe da ginnastica
  • abbigliamento da danza
  • danza del ventre

Questo genere di corrispondenza è consigliabile in pochissimi casi, perché si rischia di avere tanti clic inutili, può essere indicato nei casi in cui è necessario generare tanto traffico o fare brand.

Corrispondenza a frase

Se usiamo la corrispondenza a frase vogliamo raggiungere un gruppo di navigatori più mirato che digitano quelle parole ma precedute o seguite da altri termini.

L’annuncio verrà visualizzato per:

  • scarpe da danza
  •  scarpe da danza nere
  • costi scarpe da danza

La corrispondenza a frase va particolarmente bene se vogliamo individuare un gruppo d’acquisto, nel nostro caso ballerini, di una determinata area semantica.

Corrispondenza esatta

Se invece scegliamo la corrispondenza esatta vogliamo rivolgerci solo a quegli utenti che cercano proprio “scarpe da danza”, in quell’ordine e senza altre paole.

L’annuncio verrà visualizzato per:

  • scarpe da danza

Con la corrispondenza esatta si hanno un numero inferiore di clic ma si vanno a “colpire” solo gli utenti maggiormente interessati, avendo come risultato un maggior numero di conversioni.

La scelta di utilizzare una corrispondenza piuttosto che un’altra dipende da che tipo di target vuoi raggiungere e dagli obiettivi prefissati: se vuoi promuovere il tuo marchio per farlo conoscere a più persone possibili puoi usare la generica, se invece vuoi raggiungere pochi utenti ma davvero interessati a ciò che offri, la esatta è quella più adatta.

Corrispondenza inversa

Attenzione: esiste anche la corrispondenza inversa, che indica quell’elenco di parole con cui non vogliamo che l’annuncio compaia. Questo serve per evitare che l’inserzione venga vista quando un utente cerca qualcosa che noi non vendiamo. Tornando all’esempio di prima, se non vendiamo “scarpe da danza in raso” o “scarpe da danza economiche”, possiamo escludere quei termini inserendoli nell’apposita lista.

L’annuncio verrà visualizzato per:

  • scarpe da danza

L’annuncio non verrà visualizzato per:

  • scarpe da danza in raso
  • scarpe da danza economiche

Ma conviene davvero investire in una campagna AdWords? Non è meglio pensare al SEO o al posizionamento nei motori di ricerca? Nel prossimo articolo scopriremo le differenze tra l’una e l’altra tecnica.

Per capirci qualcosa: il vocabolario di AdWords

Questo post non è dedicato a chi vuole imparare ad usare AdWords ma ha l’obiettivo di spiegare a chi intende approcciarsi al programma pay per click più popolare al mondo alcuni termini base, che servono a fare un po’ di chiarezza soprattutto se ci si affida ad un consulente e si vuole capire meglio come lavora.

 

  1. Impression. È il numero di volte che il tuo annuncio viene visualizzato dagli utenti internet sul canale desiderato. In questo parametro si indicano solo le visualizzazioni ma non le volte che l’utente fa clic sull’inserzione.
  2. CTR. È l’acronimo di “click through rate”, ovvero la percentuale di click in rapporto alle impressions. Più semplicemente vuol dire quante persone hanno cliccato l’annuncio rispetto a quante volte lo stesso è stato visualizzato. Il CTR è un parametro fondamentale per una campagna AdWords: più il CTR è alto, più vuol dire che gli annunci sono performanti. In una campagna testuale un buon CTR supera il 3%, mentre in una illustrata uno 0,5% è già una buona percentuale.
  3. Conversioni. Rappresentano il numero degli utenti che dopo aver cliccato su un annuncio, compiono l’azione desiderata dal gestore della campagna, che raggiunge così il suo obiettivo. Una conversione può essere una richiesta di preventivo, l’iscrizione ad un corso, l’acquisto di un prodotto, il download di un e-book.
  4. Punteggio di qualità. È il voto che Google dà alla pertinenza che c’è tra parole chiave, annuncio e pagine di destinazione. La votazione, come a scuola, va da 0 a 10 e più e alto è il punteggio, più significa che gli elementi della campagna sono pertinenti all’argomento trattato e tra di loro. Avere un punteggio di qualità alto, almeno sopra il 5, contribuisce a ad un posizionamento migliore dell’annuncio tra le pagine, alla diminuzione del costo per clic e alla maggiore probabilità che lo stesso venga cliccato da possibili interessati.
  5. CPC. È la sigla di costo per click ed indica quanto l’inserzionista è disposto a spendere per un click legato a quella determinata parola chiave.
  6. Budget giornaliero. E’ quanto sei disposto a spendere al giorno per la tua campagna AdWords. Non esiste una soglia minima di budget, Google ti lascia la libertà di spendere ciò vuoi: ovviamente non puoi pretendere di ottenere risultati eccellenti spendendo 1,00€ al giorno, il nostro consiglio è quello di partire, almeno per il primo periodo, con una soglia di 10,00€ per poi ottimizzare in seguito le campagne e rivedere l’investimento. Attenzione! Google prevede un tetto di tolleranza del 20% per migliorare le performances degli annunci, quindi se imposti 10,00€ in realtà puoi arrivare a spenderne 12,00€.

Hai acquisito una maggiore confidenza con i termini di AdWords? Bene; nel prossimo post parleremo di corrispondenze delle parole chiave.