Sostenibilità ambientale, un’opportunità da cogliere

Con questo post iniziamo un percorso di approfondimento sui temi della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare. Perché? Perché qualsiasi prodotto o servizio tu voglia vendere non può prescindere dall’ambiente in cui vivi e dalle risorse che consumi per produrlo. Non solo: i tuoi clienti sono sempre più sensibili al tema e ti chiederanno prima o poi cosa fai per ridurre il tuo impatto sull’ambiente.

Un interesse in crescita

È cresciuto infatti negli anni l’indice di attenzione degli italiani in tema ambientale. Sono 20 punti in più negli ultimi 16 anni secondo quanto rilevato dall’Istituto Demopolis nel marzo 2016, era del 43% nel 2000 e il  63% nella più recente statistica,  con una crescita di oltre 10 punti nei soli  ultimi 5 anni.

Il dato è confermato dall’Osservatorio nazionale, realizzato da LifeGate e dall’istituto Eumetra Monterosa lo scorso anno. Si rileva come gli italiani appassionati e interessati ai temi della sostenibilità sono saliti al 62% (erano il 43% nel 2015).

Ancora qualche indicazione:

  • ben il 45% degli italiani è infatti disposto ad acquistare un bene sostenibile anche se costa di più;
  • due terzi degli italiani collocano il tema della sostenibilità davanti alla crisi economica;
  • all’affermazione “In un momento di crisi economica, le persone hanno cose più urgenti di cui occuparsi della sostenibilità”, il 27 % dice di non essere per nulla d’accordo. Ben 18 punti percentuali in più rispetto al dato precedente.

Una crescita più consapevole

Altri due dati da conoscere:

  • è salita dal 27 al 37% la percentuale di italiani convinti che della sostenibilità non si possa fare a meno anche in tempo di crisi;
  • è passata dal 17 al 22% la quota di coloro che ritengono sia una tendenza da cavalcare.

Soprattutto, è cresciuto il livello di dimestichezza e di comprensione dei “vocaboli” della sostenibilità. L’energia rinnovabile è il concetto più popolare. Con il 40% del campione che ne ha sentito parlare e saprebbe descriverne il significato (+8% rispetto alla prima edizione dell’Osservatorio. I dati rilevano anche una maggiore attenzione ai comportamenti virtuosi. L’86% degli intervistati, infatti, dichiara di fare sempre la raccolta differenziata (+18% rispetto al 2015) e il 36% evita di utilizzare l’auto ogni qual volta sia possibile (+24%).

Concordo con quanto detto da Renato Mannheimer alla presentazione dei dati : “Siamo di fronte ad un cambiamento significativo e sempre più rilevante della nostra cultura sociale. Esaurite le “vecchie” ideologie, L’attenzione alla sostenibilità sta diventando sempre più uno dei valori portanti del pensiero collettivo e dei comportamenti che ne seguono.” 

Di tutto rilievo è anche l’incremento in doppia cifra nell’indice di disponibilità all’acquisto di beni sostenibili.

  • Il 61% del campione, infatti, acquisterebbe elettrodomestici a basso consumo anche a fronte di un prezzo superiore,
  • il 61% lampadine a LED per illuminare casa
  • il 26% è disposto a spendere di più per comprare energia da fonti rinnovabili.

Expo e responsabilità della salvaguardia ambientale

Non passa inosservato l’effetto EXPO sul cibo, riflesso nella preferenza accordata dal 52% degli intervistati all’acquisto di prodotti a “Km 0” e nel 47% che privilegia i prodotti da agricoltura biologica. A parità di sostenibilità, inoltre, l’80% degli intervistati dichiara di preferire l’acquisto di prodotti Made in Italy.

Secondo le rilevazioni del ‘Secondo Osservatorio sugli stili di vita sostenibili LifeGate ed Eumetra Monterosa’, da cui sono stati tratti i dati, al primo posto tra le motivazioni delle scelte che guardano alla sostenibilità ambientale, c’è il senso di responsabilità per le generazioni future (85% ), seguita dalla ricerca del benessere e dall’amore per l’ambiente(81%).

Tendenze queste che paiono confermate dal recente studio condotto on line su un  campione di circa 2.500 consumatori italiani, da Adiconsum, l’Associazione per la Difesa dei Consumatori e dell’Ambiente, ed Ecodom, il principale Consorzio Italiano per il Recupero e Riciclaggio degli Elettrodomestici, che hanno realizzato uno studio dal titolo Conosciamo l’Ambiente”. 

Dallo studio è emerso che più della metà degli intervistati (60%) si sente molto responsabile della salvaguardia dell’ambiente in cui vive.

Siamo quello che mangiamo

Anche sul tema dell’alimentazione le tendenze sono positive.

Da un’indagine commissionata a GfK Eurisko da TreValli, presentata a Expo 2015 in due decenni, si è registrata un’evoluzione senza precedenti nella cultura gastronomica italiana.

Dal 1995 a oggi sono infatti aumentati gli italiani che si ispirano alla dieta mediterranea (sono ora il 62% , erano il 41%). Dal 2006 a oggi sono 2 milioni  gli italiani che hanno preso le distanze dalla carne, con il 18,1% che la consuma meno di una volta a settimana, mentre aumentano quelli che si ispirano a modelli vegetariani e vegani.

In conclusione

Perché questi dati sulla sostenibilità ambientale? Cosa ci possiamo portare a casa, in concreto, da quest’analisi? Che se è vero, com’è vero, che il tema della sostenibilità è in crescita, questo si traduce in nuovi fronti lavorativi e opportunità di business. Un’opportunità da cogliere al volo, con idee e progetti che possano essere modelli per un nuovo modo di vivere.

Sara Bragonzi per Olos Interactive

E-commerce in Italia: come siamo messi?

A metà maggio si è tenuto a Milano l’E-commerce Forum 2012, evento dedicato al settore del commercio elettronico. Si è discusso molto sull’andamento degli e-commerce italiani, l’evoluzione dei social network e del mobile legato agli acquisti, come i motori di ricerca influenzano le scelte degli utenti nel comprare un prodotto, gli sviluppi futuri.

Ciò che è emerso dai dalle analisi proposte è che in Italia c’è ancora poca gente che acquista online rispetto al resto d’Europa. Questo perché esiste ancora diffidenza e timore nei confronti della rete: molti utenti vogliono ancora poter provare un capo o toccare con mano un oggetto, alcuni hanno paura ad eseguire transazioni online, altri ancora sono contrari al pagamento delle spese di spedizione.

Ecco qualche dato in più: le persone italiane dai 25 ai 54 anni che acquistano online sono il 60%, contro l’88% degli inglesi e l’87% dei tedeschi. I giovanissimi italiani che comprano sul web sono l’81%, contro il 97% dei tedeschi e il 92% degli spagnoli. Gli  acquisti online in Italia riguardano per lo più libri, voli aerei, vacanze e abbigliamento; bassa invece la percentuale per gli oggetti tecnologici e gli articoli per la casa.

Nonostante queste differenze rispetto il resto dell’Europa, i numeri parlano di una crescita esponenziale, soprattutto considerando che poche delle piccole-medie imprese italiane hanno un e-commerce.

Una considerazione sostanziale da fare sugli e-commerce italiani è che pochi di questi hanno una strategia di marketing dietro; spesso si aprono negozi online perché sono meno costosi che quelli reali: in questo modo però, senza pianificazione e promozione, si rischia di non vendere nulla.

Ecco perché, dati i movimenti della rete e l’attenzione rivolta ai social e al mobile, i negozi virtuali dovrebbero porre l’accento su questi aspetti:

  • Sito accessibile da tutti i dispositivi. Siete sicuri che il vostro sito sia ben visualizzato anche su cellulare e iPad?
  •  Sito posizionato. Il vostro e-commerce compare tra i risultati nei motori di ricerca? Siete posizionati con le parole chiave giuste per il vostro business?
  • Newsletter originale. Oggigiorno gli utenti sono sommersi da newsletter massicce e tutte uguali; la conseguenza è quella che queste mail vengano cestinate senza neanche venir lette. È importante essere diversi, distinguersi dalla massa, creare qualcosa che attiri l’attenzione dell’utente. Siate originali e creativi.
  • Social login. È ancora una novità ma la tendenza è quella di sfruttare il proprio account Facebook/Twiter per fare acquisti online. Una vera comodità per l’utente, che non dovrà crearsi per ogni sito un account diverso, e una maggiore possibilità per il venditore che si parli di lui.

Se volete approfondire meglio l’argomento vi consigliamo di visitare il sito dell’E-commerce Forum; troverete alcune slide interessanti e diversi video delle conferenze.

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Parole chiave: come analizzare la concorrenza online

Nella fase di analisi del traffico e del volume di ricerca delle parole chiave, un ruolo importante lo gioca la concorrenza on line. Infatti, quando si tratta di stabilire la reale redditività di una parola chiave si devono incrociare diversi parametri:

A) Il volume di ricerca globale stimato da AdWords e da altri strumenti di rilevazione, cioè il traffico di ricerca disponibile su base mensile.
B) Il livello di concorrenza generale su AdWords e il costo della parola chiave, in relazione alla redditività.
C) La reale concorrenza sul web, cioè l’analisi di tutti quei siti che si stanno posizionando sulle nostre parole chiave.

Mentre per i punti A e B può bastare uno strumento come quello riservato alle parole chiave di AdWords, per il punto C non è sufficiente affidarsi ai numeri grezzi di Google. Quando, per esempio, cerchiamo su Google “hotel Roma centro”, il motore ci restituisce non meno di 43.800.000 occorrenze! Un numero esagerato che rende bene il concetto di “keyword ad alta concorrenza”. Il fatto è che questo risultato a sette zeri è poco attendibile, perché è stimato partendo  da una base algoritmica estremamente grezza e quindi occorre raffinare l’analisi.

Tra le tante meraviglie proposte dai tool di Google (meteo, calcolatrice, borsa, risultati sportivi, risposte su varie materie) gli operatori relativi all’ analisi delle ricerche sono forse i meno attraenti, ma i più efficaci quando si parla di digital marketing.

Cosa ne direste se riuscissimo a ridurre quell’esorbitante numero di 43.800.000 pagine relative alla parola chiave “hotel Roma centro”? I tre operatori principali per conoscere esattamente quante di quelle pagine sono effettivamente dedicate agli hotel nel centro di Roma sono allintitle, allinurl e infine allinanchor. Grazie a questi operatori non solo riusciamo a capire quali siti effettivamente parlano di hotel in centro a Roma, ma anche quali tra questi stanno facendo concrete operazioni di posizionamento e su quali siti sono linkati, utilizzando quella specifica parola chiave.

allintitle: digitato così com’è scritto, seguito dalla keyword posta tra virgolette (allintitle:”hotel roma centro) ci restituisce il numero di pagine che utilizza la keyword come title tag, notoriamente uno dei fattori più rilevanti a livello on page, per il posizionamento. Quindi, grosso modo, tutte quelle pagine che a livello on page sono ottimizzate specificamente per la chiave. Nel nostro caso: 2.930, un numero sensibilmente più basso del precedente.

allinurl: seguito sempre dalla parola chiave, non tra virgolette, ci segnala tutte quelle pagine o siti che utilizzano la keyword nel nome (es.: tivolihotel.com/roma-centro.php), sia in forma precisa che combinata. Noterete che Google esalta la keyword nell’url con il grassetto. Nel nostro caso: 6.700 ancora un numero abbastanza basso.

allinanchor: seguito dalla parola chiave, tra virgolette o meno, nello schema visto prima, segnala tutte quelle pagine o domini che vengono linkate utilizzando la parola chiave, esatta o combinata. Per cui possiamo non solo sapere chi sta effettivamente facendo seo off page (a differenza di allintitle, che riguarda il seo on page), ma anche, per così dire, seguire le tracce della concorrenza. Per adottare la stessa strategia di link building, fin dove è possibile, con degli strumenti specifici di “discovery”.

Un corretto utilizzo di questi operatori, insieme ai valori desunti nei punti A e B dagli strumenti di misurazione del traffico disponibile e della redditività della parole chiave, ci consente di conoscere meglio il quadro della situazione e approntare una corretta strategia di digital marketing.

Nuova versione di Google Analytics: cosa cambia

google analyticsÈ arrivata la nuova versione di Google Analytics: vediamo insieme quali sono le principali novità apportate al tool di BigG.

  • Interazione con i social. In un momento in cui i Social Network hanno un peso sempre più importante sia per quanto riguarda la brand reputation di un’azienda sia per operazioni di marketing e di posizionamento nei motori di ricerca, Google ha pensato ad una sezione dedicata, che si trova sotto “Rapporti standard” nella categoria “Pubblico”. Qui è possibile capire come i navigatori interagiscono con i plug-in dei vari social (es: il condividi di Facebook, i tweet di Twitter) presenti sul sito web. Per poter attivare questa funzionalità è necessario usufuire del metodo _tracksocial, inserendo delle porzioni di codice sulle varie pagine. Per Google+, invece, l’opzione è attiva di default.
  • Flusso di visitatori. Sempre alla voce “Pubblico” è altresì possibile consultare il “Flusso di visitatori”, un nuovo grafico altamente innovativo che rappresenta come gli utenti si muovono all’interno del sito. È una sorta di colpo d’occhio che fa capire istantaneamente alcune informazioni come il numero di interazioni degli utenti, dopo quante pagine gli stessi abbandonano il sito, il paese di provenienza dei visitatori.
  • Traffico da dispositivi mobili. Con la nuova versione si possono analizzare anche i dati relativi ai dispositivi mobili, ovvero il numero di viste al sito che provengono da cellulari e tablet. Le informazioni che si possono ottenere sono davvero interessanti: si può conoscere il modello di telefono, quale sistema operativo supporta ed il suo fornitore di servizi. In questo modo si può ottimizzare al meglio il sito per tali dispositivi.
  • Dashboard personalizzate. La dashboard di Analytics diventa personalizzabile grazie alla possibilità di aggiungere widget e componenti che possono essere utili in una situazione piuttosto che in un’altra. Trascinando sullo schermo i vari moduli, gli stessi possono essere riposizionati a proprio piacimento, in modo tale da avere più in alto le informazioni che interessano di più. Si possono aggiungere tabelle, metriche, grafici a forma di torta e sequenze temporali.
  • Tempo reale (ancora in fase Beta). Ancora in fase di test la funzione “Tempo reale”, che consente di visualizzare le azioni degli utenti nel preciso istante in cui siamo collegati. Si possono conoscere le parole chiave utilizzate per atterrare sul sito, la località da cui arrivano, sapere quali sono i nuovi utenti e quelli che hanno già visitato le nostre pagine in passato.

Cosa aspettate? Non perdete tempo e iniziate subito a utilizzare le nuove funzionalità di Analytics!