Vendite online e social network: strategie e opportunità

ecommercesocialnetwork

Facebook. Twitter. Instagram. Google Plus, Pinterest e via dicendo. I social network, oggi, sono un tema caldo per chi si occupa di vendite online. Sono piattaforme senza costi di ingresso, amichevoli, intuitive, e per questo molti pensano di poterle usare in autonomia, senza avere conoscenze particolari di marketing o comunicazione. Le cose, però, non funzionano proprio così.

Per fare un po’ d’ordine e chiarire le idee, abbiamo pensato di fare alcune domande a Veronica Gentili, giovane e frizzante social media manager, che ci affianca nei nostri progetti social.

Veronica, in base alla tua esperienza, quanto conta “essere social” per chi gestisce un e-commerce?

Tanto, e conterà sempre di più. Oggi le persone sfruttano i social network per tantissime attività: informarsi, raccontarsi, consultare le recensioni di altri prima di comprare un prodotto. Non solo: si aspettano che le aziende siano disposte ad ascoltarli e rispondere alle loro domande anche su Twitter e Facebook. Da questo punto di vista i social diventano un alleato indispensabile per chi vuole fare business online.

Come può migliorare il business di un e-commerce attraverso i social network?

I social network, come dicevamo prima, possono rappresentare uno spazio in cui offrire un servizio di customer care rapido ed efficace. In più i social rappresentano il medium ideale per “mantenere una relazione” con i nostri clienti, coinvolgerli e tenerli vicini al nostro brand.

Spesso tendiamo a concentrare tutte le nostre attività per cercare di entrare in contatto con nuove persone interessate al nostro prodotto, dimenticandoci invece che costa molto meno fidelizzare e portare al riacquisto i clienti già acquisiti!

Non finiscono qui i vantaggi che possono derivare da un’integrazione virtuosa dei social network nella propria strategia digitale; essi sono anche ottimi per la lead generation, per l’innesco del passaparola (la leva promozionale più efficace mai esistita), ma anche per ascoltare il consumatore e acquisire feedback positivi.

Ci sono, a tuo avviso, dei social più adatti di altri per aumentare le vendite online?

Beh, tutto dipende dal Paese in cui si vuole vendere, ma soprattutto da quelle che sono le caratteristiche delle nostre buyer persona, degli spazi che abitano e utilizzano per fare le loro scelte. Per moltissimi brand che seguo, Facebook si è dimostrato un canale molto efficace per le vendite, sia dirette che indirette, anche perché offre una piattaforma pubblicitaria con opzioni di profilazione e formati senza eguali.

Anche Twitter o Instagram possono offrire risultati interessanti e, in alcuni Stati, Pinterest si è dimostrato una fonte incredibile di traffico qualificato.

Due consigli per chi sta partendo con il suo e-commerce e sta pensando a come comunicare sui social

Prima di tutto dobbiamo chiederci: quali sono i nostri obiettivi a breve e lungo termine? Come intendiamo integrare i social nella nostra strategia globale? Quali persone vogliamo raggiungere e quali azioni desideriamo intraprendano? Quante risorse (umane ed economiche) abbiamo intenzione di allocarvi? Spesso i social vengono presi con molta superficialità, finendo col credere che “non servono a niente”. In realtà, senza un approccio ponderato e professionale, in ogni campo è difficile raggiungere buoni risultati.

Servono analisi, strategia e professionalità per poterli rendere vere risorse di business.

Veronica, dove possiamo seguirti?

Sul mio blog www.veronicagentili.com e, ovviamente, su Facebook, LinkedIn, Twitter, Google Plus e…co!
Grazie mille Veronica per averci raccontato il tuo punto di vista. Ora non ci rimane che darci da fare e mettere in pratica i tuoi preziosi consigli.

SEO eCommerce: facciamo il punto

internet-search-engine-1519471_1280

Quando in materia di e-commerce arriva il momento di parlare di SEO, chi lo gestisce suda freddo. Un po’ perché l’argomento è complesso per i non addetti ai lavori, un po’ perché le attività per fare tutto a puntino sono tantissime. Solo per citarne alcune: organizzazione dei contenuti, ottimizzazione delle schede prodotto, scelta delle parole chiave, creazione di un codice pulito e splendente. E così via.

Per evitare ansie e chiarire i dubbi, abbiamo fatto alcune domande a Marco Vivi, il nostro specialista SEO.

  1. Quale ruolo hanno i contenuti nel posizionamento organico di un e-commerce?

I contenuti, come sempre, sono la parte fondamentale per il posizionamento organico, e non fanno certo eccezione gli e-commerce. In questo caso però è molto importante capire che i contenuti non sono soltanto quelli testuali, bensì ogni tipo di informazione che riusciamo a far leggere ai motori di ricerca, quindi dobbiamo prestare molta attenzione all’utilizzo di immagini/video relativi al prodotto offerto e fare largo uso dei Rich Snippets che possono fare la differenza in questo tipo di mercato.

  1. Da dove partire per ottimizzarne correttamente la struttura? (menù, categorie, ecc…)

Questo è un punto cruciale che cerco sempre di far capire ai clienti, avere una struttura di base solida evita una miriade di problemi durante l’ottimizzazione per i motori di ricerca ed il marketing, ma molto spesso si vedono e-commerce che non abbracciano questa filosofia. Non ci sono regole scritte, ma la cosa forse più importante è categorizzare i prodotti in maniera intuitiva per le persone, specialmente se il catalogo è molto ricco. Io consiglio anche di evitare di avere prodotti che appartengono a più categorie prediligendo una struttura rigida e uno schema delle categorie che si riflette nell’url del prodotto (qualcosa del tipo sito.com/categoria/sottocategoria/prodotto). La struttura di base deve essere pensata prima della costruzione del sito, tenendo conto dei prodotti che si intende vendere e di quelli che potrebbero essere venduti in un secondo momento. Anche qui una buona progettazione iniziale ci eviterà di avere molti problemi in fase di produzione.

  1. Un e-commerce con tante schede prodotto: come si possono ottimizzare senza impazzire?

Questo riprende in parte quanto detto prima, se c’è una struttura di base abbastanza rigida e gli url dei prodotti la rispecchiano correttamente è molto facile ottimizzare un gran numero di pagine, perché di fatto si comportano tutte allo stesso modo e questo ci permette di agire globalmente (o al limite per categorie) tramite il codice del sito e non manualmente su ogni singola pagina prodotto.

  1. Con le schede prodotto c’è anche un altro problema: i contenuti duplicati

Il problema dei contenuti duplicati è effettivamente uno dei più diffusi, ma anche questo potrebbe essere risolto a monte, pensando bene a come strutturare il nostro e-commerce.

Se per esempio vogliamo vendere scarpe, che possono avere diversi modelli, taglie e colori, non possiamo creare una pagina prodotto per ogni abbinamento possibile, ma dobbiamo creare una pagina per ogni modello e lì scegliere gli altri attributi del nostro prodotto. In linea di massima un e-commerce ben strutturato non deve avere nessun contenuto duplicato. Per avere un’idea di come si implementa una cosa del genera basta vedere Amazon, che è un ottimo spunto per risolvere molte problematiche, anche con milioni di prodotti riescono a non avere contenuti duplicati e a mantenere una struttura relativamente semplice.

  1. Un blog può aiutare e quali altri contenuti ci possono permettere un miglior posizionamento?

Un blog può aiutare molto anche se dipende tutto dal segmento di mercato su cui stiamo lavorando. Per alcuni settori, scrivere dei post funziona, per altri molto meno. In linea generale gli articoli “howto”(come fare a fare una cosa) e le recensioni di prodotto sono una sorta di evergreen in questo campo, però come ho detto prima è tutto strettamente legato a quello che vogliamo vendere. Non esiste una tipologia di contenuto standard, anzi molto spesso pensare fuori dal coro porta ad ottimi risultati.

  1. Che tipo di SEO offsite possiamo fare sugli e-commerce?

Per quanto riguarda il SEO offsite il piano di base è sempre lo stesso, dobbiamo procurarci backlink autorevoli, cosa che spesso è molto difficile, allora può essere utile pubblicizzare il nostro e-commerce su portali di settore o pubblicare guest post in blog con molto traffico. Questo, anche se per la SEO vera e propria può non essere così utile, è importante per farsi conoscere e acquisire traffico.

Un’altra strada, anche se non sempre possibile, è stabilire una partnership con uno o più siti di settore che hanno già un buon numero di clienti, solitamente a fronte di uno sconto speciale sui prodotti si propone una collaborazione tra i due portali, che oltre a portare visibilità può dare una mano anche in ottica SEO.

  1. E i social come ci possono aiutare a vendere?

I social invece devono essere usati con cura. Nella mia esperienza sono una fonte di traffico che funziona solo se le campagne di advertising e la gestione vengono fatte in maniera professionale. Solo così possiamo sperare di avere tassi di conversione buoni (a fronte ovviamente di costi superiori), al contrario di quello che spesso accade quando la gestione social è “casalinga”.

Per quanto riguarda gli e-commerce, comunque, il traffico generato dai social è inferiore rispetto a quello proveniente da ricerca organica, tranne per alcune nicchie di mercato che riescono a generare contenuti particolarmente virali. Invece di puntare su Facebook, sono da tenere in considerazione campagne Google Adwords, così come le campagne di email marketing che, se fatte con cura, generano tassi di conversione molto buoni.

Grazie Marco per gli ottimi spunti, ora non resta che mettersi al lavoro e ottimizzare, ottimizzare e ottimizzare!

E-commerce e normative legali: la parola all’avvocato Giorgio Trono

E-commerce

Gli aspetti legali sono la bestia nera di un e-commerce. Bisogna districarsi tra informazioni a volte complesse da capire, essere sicuri di chiudere ogni vendita nel migliore dei modi ed essere a conoscenza di diritti e doveri dei nostri clienti.

Per fare chiarezza e sciogliere i dubbi, abbiamo fatto alcune domande a Giorgio Trono, specializzato (tra le altre cose) in diritto delle nuove tecnologie, che ha il dono di rendere semplici le cose complesse.

  1. Aprire un e-commerce per un’azienda produttiva, che non vende già al dettaglio, è molto complesso?

No, non è complesso. Prima di tutto bisogna affrontare alcuni semplici passaggi burocratici: adeguare il codice Ateco, segnalare alla Camera di Commercio che si andrà ad esercitare anche la vendita al dettaglio per corrispondenza e presentare la SCIA. Tutte attività che possono essere compiute agevolmente online tramite la Comunicazione Unica da inviare al registro delle imprese della Camera di Commercio.

  1. E cosa bisogna inserire, in concreto, sul sito?

Da un punto di vista legale sarà poi necessario scrivere e caricare sul sito le condizioni di vendita – che costituiscono il vero e proprio contratto che lega il venditore ai suoi clienti – e l’informativa privacy, che ha lo scopo di informare gli utenti del sito sul modo in cui verranno trattati i loro dati personali.

Il venditore dovrà poi predisporre una serie di misure per trattare i dati personali degli utenti del sito in modo conforme alla normativa privacy.

  1. Di cosa bisogna informare un cliente di un e-commerce? Ci sono dei requisiti informativi minimi?

In base alla legge il venditore ha l’obbligo di dare alcune informazioni ai navigatori del sito. Questo tipo di informazioni varia a seconda che l’e-commerce sia venda ad utenti di tipo business o a consumatori: in questo secondo caso, il venditore è tenuto a dare maggiori informazioni.

Ad esempio, si tratta di fornire informazioni chiare riguardo l’identità del venditore, il prezzo compreso di spese di spedizione, le caratteristiche del prodotto.

  1. Che cos’è l’Online Dispute Resolution?

Dal 9 gennaio 2016 è anche obbligatorio indicare il link alla piattaforma ODR (Online Dispute Resolution) creata dall’Unione Europea: si tratta di uno strumento per risolvere in via amichevole le eventuali controversie tra consumatori e venditore.

  1. Quando si può dire concluso un contratto di vendita di un e-commerce?

Nell’e-commerce la pratica più comune seguita dai venditori è quella di stabilire che il contratto sia concluso nel momento in cui il venditore invia al cliente la mail di conferma dell’ordine fatto dal cliente stesso.

In questo modo il venditore ha la possibilità, tra le altre, di verificare la reale disponibilità del bene in magazzino: in caso di bene indisponibile potrà chiedere al cliente se conferma l’ordine (magari con tempi di consegna più lunghi) o se preferisce revocarlo.

  1. Il diritto di recesso, oggi, come si applica alle vendite online?

La legge regola in maniera specifica il diritto di recesso in caso di vendita ai consumatori (B2C): il consumatore ha diritto di recedere entro 14 giorni dal momento in cui riceve il bene, senza fornire alcuna motivazione e senza dover sostenere costi aggiuntivi rispetto a quelli di spedizione del reso (che tuttavia il venditore può decidere di accollarsi).

Una volta che il cliente ha comunicato la volontà di recedere al venditore, questi ha 14 giorni di tempo per rimborsare la somma ed il cliente ha 14 giorni per restituire il prodotto.

  1. Le DEM promozionali sono lo strumento più utilizzato da tutti gli e-commerce sulla base clienti. Quali limiti impone la normativa sulla privacy in questi casi?

Il Garante della privacy ha dedicato un apposito provvedimento sulle regole da osservare in caso di mail marketing.

Gli obblighi fondamentali che il venditore deve osservare riguardano l’informativa ed il consenso.

Il venditore deve cioè fornire al destinatario della mail pubblicitaria una serie di informazioni riguardanti gli scopi e le modalità del trattamento dei dati personali.

Il venditore dovrà poi acquisire il consenso del destinatario all’invio di mail pubblicitarie. Senza questo consenso il venditore non potrà inviare una mail pubblicitaria.

Questo consenso, in particolare, dovrà essere preventivo, ossia essere acquisito prima di inviare la mail pubblicitaria. Ulteriori dettagli su come fare mail marketing nel rispetto della privacy dei clienti sono indicati nella mia guida, che si può scaricare a questa pagina.

 

Grazie delle tue preziose informazioni Giorgio, ora sì che gli aspetti burocratici e legali ci fanno meno paura. Per chi volesse approfondire l’argomento, ecco un’utilissima guida, sempre di Giorgio, per non perdersi nel labirinto della normativa italiana.

Al prossimo post 🙂

 

 

Cosa scrivere sull’home page del tuo e-commerce

home

Secondo l’accezione comune, l’home page è la pagina principale di un sito web, quella in cui si trovano concentrate tutte le informazioni relative ad un’attività online.

Se in passato l’home page era considerata la “porta d’ingresso”, il punto d’accesso dal quale le persone iniziavano la loro esperienza di navigazione, oggi con l’uso sempre più crescente di campagne pay per clic e la creazione di landing page specifiche, il loro ruolo è un cambiato.

L’obiettivo di una home page è quello di stuzzicare il visitatore e di invogliarlo a cliccare sulle sezioni di approfondimento, per avere maggiori informazioni su una particolare categoria o prodotto.

È come quando vai in vacanza in un villaggio turistico e vieni accolto con l’aperitivo di benvenuto: ti trovi davanti ad una tavola imbandita con succulenti tartine che ti aprono lo stomaco, accompagnate da un buon cocktail (o quello che preferisci) e musica allegra. L’atmosfera è ospitale: fai due chiacchiere, pasteggi con gusto e ascolti il personale della struttura che ti dà un assaggio di quello che potrai fare durante il tuo viaggio.

Bingo! Lo scopo dell’aperitivo di benvenuto è proprio questo: incuriosirti e stimolarti a chiedere come prenotare quella meravigliosa escursione naturalistica in quel posto che sembra un paradiso terrestre. Di sapere a che ora c’è il risveglio muscolare in piscina e quando il gioco aperitivo (per scappare a gambe levate).

Una home page deve essere così. Deve offrire al visitatore una panoramica di tutto quello che può comprare. Deve essere bella da un punto di vista grafico e deve essere chiara, per far sì che la persona stia lì incollata e non abbandoni la pagina. Soprattutto, deve avere dei contenuti fatti come si deve.

Fantastico, ma cosa si scrive nella home di un e-commerce? Quali sono le informazioni che ci devono essere e quali si possono tralasciare? Ecco alcuni consigli.

Punta alla semplicità

Quando una persona raggiunge la pagina principale di un e-commerce decide in un attimo (meno di 7 secondi) se continuare o no la sua esperienza di navigazione. In quei pochi secondi scansiona la pagina, guarda le immagini, dà uno sguardo a quello che c’è scritto. Se il contenuto non lo convince o è organizzato in maniera confusionaria, è facile che il visitatore chiuda tutto e vada altrove alla ricerca di quello che gli serve.

Quindi: presta attenzione all’architettura delle informazioni, fai in modo che il menu di navigazione sia intuitivo, dai risalto ai contenuti principali (marche, caratteristiche, prezzi e promozioni).

Racconta subito cosa puoi fare per gli altri

Un visitatore deve capire da una rapida occhiata chi sei e che cosa vendi. Di che cosa si occupa la tua azienda, in che cosa ti differenzi dagli altri shop online. Quali sono i tuoi punti di forza. A chi ti rivolgi e cosa puoi fare in più per i tuoi clienti.

Assicurati che questo genere d’informazioni siano ben in mostra.

Soddisfa le aspettative

Mettiti nei panni dei tuoi clienti e immagina quali informazioni vorrebbero trovare sul tuo e-commerce: modalità di pagamento, spedizioni e resi, recensioni di altri clienti, prodotti correlati, tutorial sull’uso del prodotto, come contattarti.

Quando imposti i contenuti della pagina principale, ricordati anche di fare un’analisi dei competitor e di come hanno organizzato loro i testi del sito. Ti aiuterà a capire come diversificare e renderti più interessante.

Usa le call to action

Anche se nella home page c’è poco spazio e tu invece vorresti dire tutto, c’è un modo per  stimolare le persone a saperne di più: inserire delle call to action.

Le call to action sono un invito all’azione, delle frasi molto dirette che hanno lo scopo di spingere il visitatore a fare qualcosa, ad esempio: “chiedi un preventivo”, “scopri la nuova collezione”, “acquista ora”.  Aggiungi le call to action più adatte alla tua attività e sfrutta i bottoni, grandi e colorati, per catturare l’attenzione. Evita di essere timido, non paga.

Ricordati di mettere le informazioni obbligatorie

Ci sono poi certi contenuti che devono essere presenti sempre, sia che tu venda abbigliamento online sia servizi di traduzione in cinese. Ecco cosa non deve mancare:

  • partita iva;
  • link all’informativa della privacy;
  • link alla cookie law;
  • riferimenti social (ok, non sono obbligatori, ma aiutano a farti trovare anche su altri canali 🙂 );
  • condizioni di vendita, diritto di recesso se sei un e-commerce.

Tutto chiaro? Se hai dubbi, curiosità, richieste su questo tema posta un commento qui sotto. Sarà un piacere discuterne insieme.

Come migliorare il processo d’acquisto sul tuo e-commerce

 

Come migliorare il processo d'acquisto del tuo e-commerce

 

Diciamolo: prima che le persone decidano di fare clic sul tasto “compra” ce ne vuole un bel po’. Se una volta si guardavano gli spot alla TV e si andava nel negozio più vicino a fare acquisti, oggi  internet rende tutto ancora più semplice per il cliente, un po’ meno per l’azienda.

Solo il 2% delle persone, infatti, decide di comprare un prodotto la prima volta che arriva su un e-commerce. Anche se s’innamora subito degli articoli in vendita, ci sono diversi fattori che lo rendono restio a metterli nel carrello e proseguire subito con l’acquisto. Basta una notifica su Facebook o l’arrivo di una mail per perdere il filo e anche la voglia di comprare.

Ci sono dei modi per migliorare il proprio e-commerce e indirizzare le persone verso il processo d’acquisto?

Certo, e te lo spieghiamo in questa infografica.

Infografica e-commerce

Usabilità cross-device per creare continuità

In parole semplici, ottimizza il tuo e-commerce in modo che sia fruibile dai vari dispositivi: pc, tablet e smartphone. Le persone se l’aspettano. Le persone vogliono poter dare una sbirciatina ai prodotti da cellulare, metterli in wishlist e concludere l’acquisto dal loro PC. Se gli complichi la vita, rischi di perderli.

Due persone su tre, infatti, dichiarano che un sito mobile-friendly li rende propensi ad acquistare, mentre il 74% afferma di essere più predisposto a tornare su un sito se ben visualizzato su tutti i dispositivi.

Questo perché il 65% dei consumatori inizia il suo processo d’acquisto proprio dal cellulare: vede una pubblicità, riceve una newsletter, e clicca per conoscere i prodotti. Di questi, ben il 61% prosegue poi l’acquisto da PC, il 4% da tablet. Una percentuale consistente, che dovrebbe farti capire quanto è importante che un sito sia ottimizzato per tutti i dispositivi.

Solo 8 secondi per catturare l’attenzione, poi addio

Le persone sono diventate più pigre, vogliono avere subito risposta alle loro ricerche: se non vengono accontentate in tempi brevi abbandonano il sito e vanno altrove. In più, la capacità di attenzione del consumatore è di circa 8 secondi, dopo di che inizia a distrarsi.

Non importa quanto bene sia stato progettato l’e-commerce o quanto siano belli i prodotti: se il tuo sito ci mette troppo tempo a caricarsi, gli sforzi saranno vani.

La velocità di caricamento di una pagina web ha un effetto diretto sulla percezione che il cliente ha del brand. Se il sito viene visualizzato in 0,1 secondi, la persona è gratificata al massimo perché riceve subito la risposta alle sue ricerche. Man mano che i secondi passano, invece, l’attenzione cala e ci si distrae. Passati i 5 secondi diventa difficile riconquistare l’interesse del consumatore.

La soluzione? Assicurati che il tuo e-commerce si carichi velocemente e testa le sue performance su differenti dispositivi e browser.

Profilazione del cliente per offrire contenuti su misura

I clienti sono persone, con gusti e interessi differenti. La loro disponibilità ad acquistare o meno un prodotto dipende da tanti motivi: l’atteggiamento del momento, lo stato d’animo, il tempo a disposizione. Non solo: l’acquisto può essere spontaneo, compulsivo, o pianificato.

È importante capire i comportamenti delle persone e fornire contenuti pensati per loro nel momento giusto. Il modo migliore per farlo è quello di misurare i dati di offerti dai vari canali come Analytics di Google o gli Insight di Facebook.

Senza dimenticare un elemento importante, ovvero che con i social le distanze tra marchio e consumatore si accorciano: potete risolvere i dubbi del cliente rispondendo alle sue domande, chiedere feedback per migliorare il tuo lavoro, inviare newsletter profilate a persone che hanno dimostrato un interesse specifico nei confronti di una categoria di prodotti.

Ricorda: il 61% delle persone è più incentivata ad acquistare da quegli e-commerce che forniscono contenuti pensati apposta per loro. Essere presente e attento ai bisogni dei clienti ti aiuta ad aumentare le vendite e a fidelizzarli.

In conclusione…

Il processo d’acquisto di un e-commerce è un cammino tortuoso ma, con l’ottimizzazione del sito, la velocità di caricamento delle pagine e i contenuti personalizzati, la strada diventa in discesa.

Provaci anche tu e inizia da subito a vederne i risultati. Se ti serve aiuto contattaci, noi siamo qui.