E-commerce, il web che fa crescere

Anche quest’anno, il Netcom Forum mi ha permesso di avere una visione complessiva aggiornata e ad ampio spettro sull’e-commerce. Qui puoi trovare alcune considerazioni che mi sono piaciute e numeri interessanti che condivido volentieri.

Le premesse

L’e-commerce coinvolge oggi 1,5 miliardi di persone in tutto il mondo e diventa sempre di più “unified “commerce: retail classico, logistica, mezzi di pagamento e resi diventano sempre più integrati proponendo nuovi modelli organizzativi ibridi.

L’e-commerce amplia l’offerta dei punti di vendita fisici e, allo stesso tempo, permette di ampliarne la gamma disponibile e/o di facilitare e velocizzare le consegne (ritiro in negozio).

Il concetto di retail si fonde con l’e-commerce creando un “always connected retail”, un modello di business oggi molto più chiaro alle persone che alle aziende.

Anche i concetti di business to business e business to consumer tendono a sfumarsi sempre di più e  cambia il ruolo dei player tradizionali.

A livello geografico, l’area  Asia-pacifico è la vera locomotiva del settore (+28% 2016 vs 2015).

E in Italia come siamo messi?

L’Italia conferma una forte crescita dei clienti online, oggi sono circa  21 milioni. Ci sono alcune evidenze su questa crescita italiana che vale la pena di sottolineare:

  • Crescono di più le famiglie con un e-commerce enabler, e cioè con un millennial che diviene il facilitatore per i genitori meno digital;
  • Chi compra multidevice (desktop, tablet e cellulare) ha una frequenza di acquisto molto più elevata degli altri. Volendo dare un indice: chi acquista solo desktop ha un indice 0,8 chi acquista con più device ha un indice di frequenza pari a  1,9 e spesso sono “heavy buyers” anche offline.

Oggi in Italia si stimano 22.000 e-commerce attivi:

  • il 20% permette il ritiro dell’acquisto online in un negozio
  • il 4,6% permette comprare online e ritirare in negozio
  • l’11% permette la restituzione del reso offline

In tre anni  2014-2017 si è avuta una crescita di acquirenti del 26%,  del 37% dei volumi di vendita.

Importantissimo evidenziare che su 100 acquisti solo 22 sono fatti su siti italiani, la domanda di commercio online ormai c’è ed è importante, nel nostro paese, ma l’offerta italiana latita, le imprese italiane faticano a fare investimenti corretti e, aggiungo io,  trovare partner validi per crescere anche online.

Si pensi che in Germania ci sono 550.000 imprese attive e 200.000 in Francia.

E-commerce in Italia: evidenze e settori di punta

La domanda aveva fatto registrare 19.913 miliardi di euro nel 2016 (+20% ), nel 2017 supereremo i 23 miliardi ( +16%).

I prodotti crescono del +25%, i servizi del + 8%, nel 2017 il mercato raggiungerà una parità 50% tra prodotti e servizi. Il numero di ordini sarà 150 milioni e 190 milioni le consegne. Lo scontrino medio si attesterà sui 75-80 euro.

Alcuni trend per settore merceologico:

  • turismo +9%
  • assicurazioni, +6% (crescono quelle di prezzo e i comparatori di prezzo)
  • informatica  +26% (crescono anche retailer tradizionali che allargano il servizio multicanale click and collect)
  • abbigliamento +23%
  • food and grocery +37% (food delivery e spesa a casa)

Penetrazione complessiva dell’e-commerce 5,6% del totale acquisti:

  • nei servizi 9%
  • nei prodotti 4%
  • nel turismo 33%
  • nel food & grocery solo lo 0,5%

Penetrazione del mobile

  • 23%smartphone (Smartphone +52% vs 2016)
  • 8% tablet

Il mercato è molto concentrato: i primi 20 player fanno il 71% e 10 tra questi sono aggregatori (39% del mercato).

Esiste ancora un grande spazio per mercati verticali e di nicchia, l’export prodotti registra un +21% dei quali i 2/3 sono abbigliamento, anche in questo caso le potenzialità sono ancora tutte da esplorare per gli altri mercati.

I 5 elementi chiave della competizione digitale

Se fin qui ci siamo concentrati su dati e numeri, quali insegnamenti ci portiamo a casa per vendere meglio online?

  1. saper orientare il cliente, non vendere (i contenuti sono strategici);
  2. supportare le scelte del cliente quando serve;
  3. rendere facili i pagamenti: sempre dovunque e in modo istantaneo, in un batter d’occhio;
  4. semplificare la logistica: velocità senza problemi;
  5. fare customer care (non service) stimolare il confronto, la condivisione le community d’acquisto.

La capacità di analisi dei dati diventa un altro asset fondamentale.

Una ricerca su 3000 imprese USA ha dimostrato che chi investe sui dati (raccolta e analisi  predittive). Un investimento del 10% in più IT sull’analisi dei dati, permette un passaggio da un utile medio del 11 al 16%, e una crescita del fatturato dal 7 al 11 %.

Volendo sintetizzare questi dati un  investimento in analisi dei dati del+10% porta ad una crescita dell’utile di circa il +50% (Fonte: Big data revolution MIT).

E tu?

Hai mai valutato l’idea di aprire all’e-commerce la tua azienda? Cosa aspetti? Chiedici un parere, potrebbe essere l’occasione che stavi cercando. Non fartela scappare 🙂

 

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E-commerce: una piccola guida per non perdere la bussola

In vista del Netcomm Forum, uno degli eventi più significativi sul commercio elettronico che si terrà a Milano il 10 e 11 maggio, vogliamo fare il punto e riepilogare tutte le cose che abbiamo detto fin qui in materia di e-commerce.
Buona lettura!
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Falsi miti sul mondo dell’e-commerce

Ti sei convinto: hai deciso che aprire un e-commerce è una buona opportunità per far crescere la tua  azienda? Ottimo! Condividiamo la tua scelta, ma prima di partire fai attenzione, non è tutto oro ciò che luccica. Qui trovi alcuni di falsi miti sul mondo del commercio online, da sapere, per evitare brutti scivoloni.

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E-commerce, non solo vendita, ma punto di contatto e narrazione

Hai mai pensato che un e-commerce non è solo un canale di vendita online ma un’opportunità incredibile di entrare in contatto con i tuoi clienti, conoscerli, capire i loro bisogni e raccontare il mondo dei tuoi prodotti? Per spiegarti meglio cosa intendiamo abbiamo intervistato Giuliana Laurita,  esperta in comunicazione e strategia digitale, con cui abbiamo il piacere di collaborare. Solare e sorridente, ci ha regalato il suo punto di vista  sull’e-commerce, che in Olos Interactive condividiamo.

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Contenuti di qualità per migliorare un e-commerce

Continuiamo a parlare di e-commerce, addentrandoci nel mondo dei contenuti, oggi più che mai importanti per i consumatori ma anche per Google. Big G, infatti, è sempre più attento ai testi di qualsiasi sito web: richiede informazioni di qualità e siti facili da navigare. Il vantaggio? Ottenere visibilità. E, come sappiamo, sul web non è mai troppa.

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Come migliorare il processo d’acquisto sul tuo e-commerce

Diciamolo: prima che le persone decidano di fare clic sul tasto “compra” ce ne vuole un bel po’. Se una volta si guardavano gli spot alla TV e si andava nel negozio più vicino a fare acquisti, oggi  internet rende tutto ancora più semplice per il cliente, un po’ meno per l’azienda.

Solo il 2% delle persone, infatti, decide di comprare un prodotto la prima volta che arriva su un e-commerce. Anche se s’innamora subito degli articoli in vendita, ci sono diversi fattori che lo rendono restio a metterli nel carrello e proseguire subito con l’acquisto. Basta una notifica su Facebook o l’arrivo di una mail per perdere il filo e anche la voglia di comprare.

Ci sono dei modi per migliorare il proprio e-commerce e indirizzare le persone verso il processo d’acquisto?

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Cosa scrivere sull’home page del tuo e-commerce

Secondo l’accezione comune, l’home page è la pagina principale di un sito web, quella in cui si trovano concentrate tutte le informazioni relative ad un’attività online.

Se in passato l’home page era considerata la “porta d’ingresso”, il punto d’accesso dal quale le persone iniziavano la loro esperienza di navigazione, oggi con l’uso sempre più crescente di campagne pay per clic e la creazione di landing page specifiche, il loro ruolo è un cambiato.

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Come organizzare i contenuti di servizio del tuo e-commerce

Abbiamo visto nei post precedenti che, quando si progetta un e-commerce, ci sono tanti elementi da tenere in considerazione: gli aspetti legati al processo d’acquisto, la struttura delle schede prodotto, i contenuti dell’home page, tutto ciò che riguarda la legislazione e la burocrazia.

Oggi ci concentriamo su un’altra parte molto importante di un e-commerce, e cioè su come organizzare al meglio le informazioni presenti nelle pagine di supporto, partendo dal menu di navigazione fino ad arrivare al blog.

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Vendite online e social network: strategie e opportunità

Facebook. Twitter. Instagram. Google Plus, Pinterest e via dicendo. I social network, oggi, sono un tema caldo per chi si occupa di vendite online. Sono piattaforme senza costi di ingresso, amichevoli, intuitive, e per questo molti pensano di poterle usare in autonomia, senza avere conoscenze particolari di marketing o comunicazione. Le cose, però, non funzionano proprio così.

Per fare un po’ d’ordine e chiarire le idee, abbiamo pensato di fare alcune domande a Veronica Gentili, giovane e frizzante social media manager, che ci affianca nei nostri progetti social.

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SEO eCommerce: facciamo il punto

Quando in materia di e-commerce arriva il momento di parlare di SEO, chi lo gestisce suda freddo. Un po’ perché l’argomento è complesso per i non addetti ai lavori, un po’ perché le attività per fare tutto a puntino sono tantissime. Solo per citarne alcune: organizzazione dei contenuti, ottimizzazione delle schede prodotto, scelta delle parole chiave, creazione di un codice pulito e splendente. E così via.

Per evitare ansie e chiarire i dubbi, abbiamo fatto alcune domande a Marco Vivi, il nostro specialista SEO.

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AdWords ed e-commerce: i consigli di un’esperta

Google AdWords è una piattaforma di promozione strategica per un e-commerce. Un vero e proprio ecosistema: ci sono le campagne Google Shopping per mettere subito in mostra un prodotto e compararlo ad altri simili, le campagne Remarketing che inseguono un potenziale cliente che ha mostrato particolare interesse nei confronti di un prodotto e le più tradizionali campagne Search e Display che servono per far conoscere un marchio, un prodotto, prima dell’acquisto. Ma come si imposta AdWords in modo efficace per un e-commerce? Noi l’abbiamo chiesto ad Ylenia Rossi, Google AdWords Certified Partner, e nostra preziosa collaboratrice.

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Aprire un e-commerce: aspetti legislativi e burocratici

Se la tua idea è quella di avviare un e-commerce, oltre a pensare al sito web e alla promozione, ci sono altri aspetti che non puoi tralasciare, ovvero tutto quello che concerne  la legislazione e gli aspetti burocratici.

Ad esempio, quali sono i documenti necessari per iniziare un’attività di vendita online senza problemi? Oppure, cosa dice la legge sul diritto di recesso? O ancora, quali sono le informazioni obbligatorie che ci devono essere su di un sito di e-commerce? Nel nostro articolo proviamo a chiarire questi temi  e a spiegare cosa devi fare per essere in regola.

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E-commerce e normative legali: la parola all’avvocato Giorgio Trono

Ancora sugli aspetti legali di un e-commerce. Per fare chiarezza e sciogliere i dubbi in merito, abbiamo fatto alcune domande a Giorgio Trono, specializzato (tra le altre cose) in diritto delle nuove tecnologie, che ha il dono di rendere semplici le cose complesse.

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Domande, dubbi perplessità?

Scrivicele nei commenti, siamo qui per rispondere ad ogni tuo quesito ☺

Vendite online e social network: strategie e opportunità

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Facebook. Twitter. Instagram. Google Plus, Pinterest e via dicendo. I social network, oggi, sono un tema caldo per chi si occupa di vendite online. Sono piattaforme senza costi di ingresso, amichevoli, intuitive, e per questo molti pensano di poterle usare in autonomia, senza avere conoscenze particolari di marketing o comunicazione. Le cose, però, non funzionano proprio così.

Per fare un po’ d’ordine e chiarire le idee, abbiamo pensato di fare alcune domande a Veronica Gentili, giovane e frizzante social media manager, che ci affianca nei nostri progetti social.

Veronica, in base alla tua esperienza, quanto conta “essere social” per chi gestisce un e-commerce?

Tanto, e conterà sempre di più. Oggi le persone sfruttano i social network per tantissime attività: informarsi, raccontarsi, consultare le recensioni di altri prima di comprare un prodotto. Non solo: si aspettano che le aziende siano disposte ad ascoltarli e rispondere alle loro domande anche su Twitter e Facebook. Da questo punto di vista i social diventano un alleato indispensabile per chi vuole fare business online.

Come può migliorare il business di un e-commerce attraverso i social network?

I social network, come dicevamo prima, possono rappresentare uno spazio in cui offrire un servizio di customer care rapido ed efficace. In più i social rappresentano il medium ideale per “mantenere una relazione” con i nostri clienti, coinvolgerli e tenerli vicini al nostro brand.

Spesso tendiamo a concentrare tutte le nostre attività per cercare di entrare in contatto con nuove persone interessate al nostro prodotto, dimenticandoci invece che costa molto meno fidelizzare e portare al riacquisto i clienti già acquisiti!

Non finiscono qui i vantaggi che possono derivare da un’integrazione virtuosa dei social network nella propria strategia digitale; essi sono anche ottimi per la lead generation, per l’innesco del passaparola (la leva promozionale più efficace mai esistita), ma anche per ascoltare il consumatore e acquisire feedback positivi.

Ci sono, a tuo avviso, dei social più adatti di altri per aumentare le vendite online?

Beh, tutto dipende dal Paese in cui si vuole vendere, ma soprattutto da quelle che sono le caratteristiche delle nostre buyer persona, degli spazi che abitano e utilizzano per fare le loro scelte. Per moltissimi brand che seguo, Facebook si è dimostrato un canale molto efficace per le vendite, sia dirette che indirette, anche perché offre una piattaforma pubblicitaria con opzioni di profilazione e formati senza eguali.

Anche Twitter o Instagram possono offrire risultati interessanti e, in alcuni Stati, Pinterest si è dimostrato una fonte incredibile di traffico qualificato.

Due consigli per chi sta partendo con il suo e-commerce e sta pensando a come comunicare sui social

Prima di tutto dobbiamo chiederci: quali sono i nostri obiettivi a breve e lungo termine? Come intendiamo integrare i social nella nostra strategia globale? Quali persone vogliamo raggiungere e quali azioni desideriamo intraprendano? Quante risorse (umane ed economiche) abbiamo intenzione di allocarvi? Spesso i social vengono presi con molta superficialità, finendo col credere che “non servono a niente”. In realtà, senza un approccio ponderato e professionale, in ogni campo è difficile raggiungere buoni risultati.

Servono analisi, strategia e professionalità per poterli rendere vere risorse di business.

Veronica, dove possiamo seguirti?

Sul mio blog www.veronicagentili.com e, ovviamente, su Facebook, LinkedIn, Twitter, Google Plus e…co!
Grazie mille Veronica per averci raccontato il tuo punto di vista. Ora non ci rimane che darci da fare e mettere in pratica i tuoi preziosi consigli.

SEO eCommerce: facciamo il punto

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Quando in materia di e-commerce arriva il momento di parlare di SEO, chi lo gestisce suda freddo. Un po’ perché l’argomento è complesso per i non addetti ai lavori, un po’ perché le attività per fare tutto a puntino sono tantissime. Solo per citarne alcune: organizzazione dei contenuti, ottimizzazione delle schede prodotto, scelta delle parole chiave, creazione di un codice pulito e splendente. E così via.

Per evitare ansie e chiarire i dubbi, abbiamo fatto alcune domande a Marco Vivi, il nostro specialista SEO.

  1. Quale ruolo hanno i contenuti nel posizionamento organico di un e-commerce?

I contenuti, come sempre, sono la parte fondamentale per il posizionamento organico, e non fanno certo eccezione gli e-commerce. In questo caso però è molto importante capire che i contenuti non sono soltanto quelli testuali, bensì ogni tipo di informazione che riusciamo a far leggere ai motori di ricerca, quindi dobbiamo prestare molta attenzione all’utilizzo di immagini/video relativi al prodotto offerto e fare largo uso dei Rich Snippets che possono fare la differenza in questo tipo di mercato.

  1. Da dove partire per ottimizzarne correttamente la struttura? (menù, categorie, ecc…)

Questo è un punto cruciale che cerco sempre di far capire ai clienti, avere una struttura di base solida evita una miriade di problemi durante l’ottimizzazione per i motori di ricerca ed il marketing, ma molto spesso si vedono e-commerce che non abbracciano questa filosofia. Non ci sono regole scritte, ma la cosa forse più importante è categorizzare i prodotti in maniera intuitiva per le persone, specialmente se il catalogo è molto ricco. Io consiglio anche di evitare di avere prodotti che appartengono a più categorie prediligendo una struttura rigida e uno schema delle categorie che si riflette nell’url del prodotto (qualcosa del tipo sito.com/categoria/sottocategoria/prodotto). La struttura di base deve essere pensata prima della costruzione del sito, tenendo conto dei prodotti che si intende vendere e di quelli che potrebbero essere venduti in un secondo momento. Anche qui una buona progettazione iniziale ci eviterà di avere molti problemi in fase di produzione.

  1. Un e-commerce con tante schede prodotto: come si possono ottimizzare senza impazzire?

Questo riprende in parte quanto detto prima, se c’è una struttura di base abbastanza rigida e gli url dei prodotti la rispecchiano correttamente è molto facile ottimizzare un gran numero di pagine, perché di fatto si comportano tutte allo stesso modo e questo ci permette di agire globalmente (o al limite per categorie) tramite il codice del sito e non manualmente su ogni singola pagina prodotto.

  1. Con le schede prodotto c’è anche un altro problema: i contenuti duplicati

Il problema dei contenuti duplicati è effettivamente uno dei più diffusi, ma anche questo potrebbe essere risolto a monte, pensando bene a come strutturare il nostro e-commerce.

Se per esempio vogliamo vendere scarpe, che possono avere diversi modelli, taglie e colori, non possiamo creare una pagina prodotto per ogni abbinamento possibile, ma dobbiamo creare una pagina per ogni modello e lì scegliere gli altri attributi del nostro prodotto. In linea di massima un e-commerce ben strutturato non deve avere nessun contenuto duplicato. Per avere un’idea di come si implementa una cosa del genera basta vedere Amazon, che è un ottimo spunto per risolvere molte problematiche, anche con milioni di prodotti riescono a non avere contenuti duplicati e a mantenere una struttura relativamente semplice.

  1. Un blog può aiutare e quali altri contenuti ci possono permettere un miglior posizionamento?

Un blog può aiutare molto anche se dipende tutto dal segmento di mercato su cui stiamo lavorando. Per alcuni settori, scrivere dei post funziona, per altri molto meno. In linea generale gli articoli “howto”(come fare a fare una cosa) e le recensioni di prodotto sono una sorta di evergreen in questo campo, però come ho detto prima è tutto strettamente legato a quello che vogliamo vendere. Non esiste una tipologia di contenuto standard, anzi molto spesso pensare fuori dal coro porta ad ottimi risultati.

  1. Che tipo di SEO offsite possiamo fare sugli e-commerce?

Per quanto riguarda il SEO offsite il piano di base è sempre lo stesso, dobbiamo procurarci backlink autorevoli, cosa che spesso è molto difficile, allora può essere utile pubblicizzare il nostro e-commerce su portali di settore o pubblicare guest post in blog con molto traffico. Questo, anche se per la SEO vera e propria può non essere così utile, è importante per farsi conoscere e acquisire traffico.

Un’altra strada, anche se non sempre possibile, è stabilire una partnership con uno o più siti di settore che hanno già un buon numero di clienti, solitamente a fronte di uno sconto speciale sui prodotti si propone una collaborazione tra i due portali, che oltre a portare visibilità può dare una mano anche in ottica SEO.

  1. E i social come ci possono aiutare a vendere?

I social invece devono essere usati con cura. Nella mia esperienza sono una fonte di traffico che funziona solo se le campagne di advertising e la gestione vengono fatte in maniera professionale. Solo così possiamo sperare di avere tassi di conversione buoni (a fronte ovviamente di costi superiori), al contrario di quello che spesso accade quando la gestione social è “casalinga”.

Per quanto riguarda gli e-commerce, comunque, il traffico generato dai social è inferiore rispetto a quello proveniente da ricerca organica, tranne per alcune nicchie di mercato che riescono a generare contenuti particolarmente virali. Invece di puntare su Facebook, sono da tenere in considerazione campagne Google Adwords, così come le campagne di email marketing che, se fatte con cura, generano tassi di conversione molto buoni.

Grazie Marco per gli ottimi spunti, ora non resta che mettersi al lavoro e ottimizzare, ottimizzare e ottimizzare!

E-commerce e normative legali: la parola all’avvocato Giorgio Trono

E-commerce

Gli aspetti legali sono la bestia nera di un e-commerce. Bisogna districarsi tra informazioni a volte complesse da capire, essere sicuri di chiudere ogni vendita nel migliore dei modi ed essere a conoscenza di diritti e doveri dei nostri clienti.

Per fare chiarezza e sciogliere i dubbi, abbiamo fatto alcune domande a Giorgio Trono, specializzato (tra le altre cose) in diritto delle nuove tecnologie, che ha il dono di rendere semplici le cose complesse.

  1. Aprire un e-commerce per un’azienda produttiva, che non vende già al dettaglio, è molto complesso?

No, non è complesso. Prima di tutto bisogna affrontare alcuni semplici passaggi burocratici: adeguare il codice Ateco, segnalare alla Camera di Commercio che si andrà ad esercitare anche la vendita al dettaglio per corrispondenza e presentare la SCIA. Tutte attività che possono essere compiute agevolmente online tramite la Comunicazione Unica da inviare al registro delle imprese della Camera di Commercio.

  1. E cosa bisogna inserire, in concreto, sul sito?

Da un punto di vista legale sarà poi necessario scrivere e caricare sul sito le condizioni di vendita – che costituiscono il vero e proprio contratto che lega il venditore ai suoi clienti – e l’informativa privacy, che ha lo scopo di informare gli utenti del sito sul modo in cui verranno trattati i loro dati personali.

Il venditore dovrà poi predisporre una serie di misure per trattare i dati personali degli utenti del sito in modo conforme alla normativa privacy.

  1. Di cosa bisogna informare un cliente di un e-commerce? Ci sono dei requisiti informativi minimi?

In base alla legge il venditore ha l’obbligo di dare alcune informazioni ai navigatori del sito. Questo tipo di informazioni varia a seconda che l’e-commerce sia venda ad utenti di tipo business o a consumatori: in questo secondo caso, il venditore è tenuto a dare maggiori informazioni.

Ad esempio, si tratta di fornire informazioni chiare riguardo l’identità del venditore, il prezzo compreso di spese di spedizione, le caratteristiche del prodotto.

  1. Che cos’è l’Online Dispute Resolution?

Dal 9 gennaio 2016 è anche obbligatorio indicare il link alla piattaforma ODR (Online Dispute Resolution) creata dall’Unione Europea: si tratta di uno strumento per risolvere in via amichevole le eventuali controversie tra consumatori e venditore.

  1. Quando si può dire concluso un contratto di vendita di un e-commerce?

Nell’e-commerce la pratica più comune seguita dai venditori è quella di stabilire che il contratto sia concluso nel momento in cui il venditore invia al cliente la mail di conferma dell’ordine fatto dal cliente stesso.

In questo modo il venditore ha la possibilità, tra le altre, di verificare la reale disponibilità del bene in magazzino: in caso di bene indisponibile potrà chiedere al cliente se conferma l’ordine (magari con tempi di consegna più lunghi) o se preferisce revocarlo.

  1. Il diritto di recesso, oggi, come si applica alle vendite online?

La legge regola in maniera specifica il diritto di recesso in caso di vendita ai consumatori (B2C): il consumatore ha diritto di recedere entro 14 giorni dal momento in cui riceve il bene, senza fornire alcuna motivazione e senza dover sostenere costi aggiuntivi rispetto a quelli di spedizione del reso (che tuttavia il venditore può decidere di accollarsi).

Una volta che il cliente ha comunicato la volontà di recedere al venditore, questi ha 14 giorni di tempo per rimborsare la somma ed il cliente ha 14 giorni per restituire il prodotto.

  1. Le DEM promozionali sono lo strumento più utilizzato da tutti gli e-commerce sulla base clienti. Quali limiti impone la normativa sulla privacy in questi casi?

Il Garante della privacy ha dedicato un apposito provvedimento sulle regole da osservare in caso di mail marketing.

Gli obblighi fondamentali che il venditore deve osservare riguardano l’informativa ed il consenso.

Il venditore deve cioè fornire al destinatario della mail pubblicitaria una serie di informazioni riguardanti gli scopi e le modalità del trattamento dei dati personali.

Il venditore dovrà poi acquisire il consenso del destinatario all’invio di mail pubblicitarie. Senza questo consenso il venditore non potrà inviare una mail pubblicitaria.

Questo consenso, in particolare, dovrà essere preventivo, ossia essere acquisito prima di inviare la mail pubblicitaria. Ulteriori dettagli su come fare mail marketing nel rispetto della privacy dei clienti sono indicati nella mia guida, che si può scaricare a questa pagina.

 

Grazie delle tue preziose informazioni Giorgio, ora sì che gli aspetti burocratici e legali ci fanno meno paura. Per chi volesse approfondire l’argomento, ecco un’utilissima guida, sempre di Giorgio, per non perdersi nel labirinto della normativa italiana.

Al prossimo post 🙂