Corso di Comunicazione Digitale per il Non Profit. Parliamo di social (senza la “e” questa volta…)

Social media corso di comunicazione digitale per il NON profit

Ci siamo ritrovati in una splendida giornata di primavera, noi allievi del corso di comunicazione digitale per il non profit, ee questa volta voglio citarli uno per uno: a cominciare dalla new entry, Roberto, coop Solaris, secondo uomo dell’aula a fare compagnia a Paolo.  Gli altri sono, in ordine alfabetico: Elena, CSV Mantova, Federica, Comunità Nuova, Francesca 1, Coop Gasparina di Sopra, Francesca 2, Save the Dogs, Giovanna, Mani Tese, Martina, coop Mirabilia Dei, Sara, coop Coesa. Francesca 2 e Giovanna sono iscritte solo a oggi, ma chissà che non ci ripensino e restino fino a fine corso! Io, Ida, sono naturalmente qui come sempre, nel mio ruolo di anima del corso.

C’è poi Lorenzo, docente del modulo video del 29 maggio, qui per conoscere la platea.   E last but certo non least, Giuliana! La nostra docente di social network, che conosce la rete fino nelle pieghe più nascoste.

Oggi siamo orfani di Fabio, pienamente giustificato: è a prendere la patente di Google Partner (tra l’altro l’ha poi presa a pieni voti, ma tranquilli, non ce la farà pesare).

Il gruppo è più caldo, si vede (clima a parte…) che già ci si conosce. Prima esercitazione: twittare chi siamo. E’ più difficile in 140 caratteri che in una pagina!

Navigare nel mare dei social è una sfida, veramente, ogni giorno ne salta fuori uno nuovo, io poi me ne esco con la domanda terra terra “ma che differenza c’è tra facebook e twitter?” Però non è che la sapessero tutti, questa differenza. La sapete voi? Twitter non ha le reti di amici, tutti ti possono leggere; e poi c’è l’hashtag, fondamentale, ho capito finalmente che cos’è! E’ l’argomento di cui si parla. Così ti legge solo chi è interessato all’argomento. Potentissimo no?

Di differenza in differenza, ci facciamo un’idea dei social più importanti ma… ancora più importante, dice Giuliana, è il piano editoriale dei social: decidere quali presidiare, con quali contenuti, con quale frequenza. Si può anche decidere di stare un anno fermi, ad ascoltare che si dice in giro sui nostri argomenti.

La giornata finisce tardi, tante domande, tanti dubbi ancora. Però tutti  siamo pronti a provare, è questo che conta.

Ida Cappiello

Quand’è il momento giusto per pubblicare su Facebook?

Oggi vogliamo proporti un’interessantissima infografica riguardante la pubblicazione dei post su Facebook. Quand’è il momento migliore per scrivere una nuova notizia sulla propria pagina? In quale giorno della settimana si hanno maggiori possibilità di ottenere like e commenti? Linchpin SEO ci spiega che se ad esempio gestiamo la pagina fan di un sito di viaggi, il momento migliore per l’engagement coincide con l’avvicinarsi del weekend, quando gli utenti pensano poco al lavoro e molto al divertimento. Le notizie di tecnologia, al contrario, vengono lette di lunedì mentre nel week-end non sono quasi mai considerate.
E tu, di cosa ti occupi? Sei d’accordo con questa infografica oppure no? Dicci la tua!

Come promuovere efficacemente una Fanpage su Facebook

facebookFacebook  offre l’opportunità di promuovere le  pagine fan con gli annunci sponsorizzati. Questo strumento consente, infatti, di raggiungere in fretta un segmento di audience che potrebbe essere potenzialmente interessato alla vostra attività.

Come è possibile? Grazie alle informazioni personali che gli utenti inseriscono nel loro profilo. Se per esempio siete un’agenzia viaggi, specializzata in viaggi di nozze nella zona di Milano, potete creare un annuncio specifico inserendo come target le persone residenti a Milano, che hanno dai 25 ai 40 anni e sono fidanzati ufficialmente.

Ma come fare a rendere ancora più efficaci i vostri annunci Facebook? Ecco qualche consiglio:

  1. Attirate l’attenzione. Create un messaggio dal contenuto coinvolgente, che stimoli gli iscritti a visualizzare la vostra pagina. Nell’annuncio puoi promuovere concorsi, sondaggi, inserire foto o video che rimandano alla fan page.
  2. Promuovete un aggiornamento di stato della vostra fanpage. Se avete postato sulla vostra pagina qualcosa d’interessante, scegliete di farlo visualizzare nella pagina dei vostri fan per tre giorni. In questo modo quel post specifico non viene “sotterrato” ma viene visualizzato per più tempo e ha maggiori possibilità di essere cliccato. Grazie alle “statistiche veloci” sarete inoltre in grado di capire quanto un post diventa popolare.
  3. Selezionate quanto spendere per quel post. Se decidete di usare un post per promuovere la fanpage, scegliete quanto budget attribuirgli e quale obiettivo volete raggiungere. Il budget, infatti, può essere utilizzato o per ottenere clic sull’inserzione o per ottenere più like alla vostra pagina.
  4. Testate, sperimentate, analizzate. Una volta messa online la vostra campagna, date un’occhiata al suo andamento con le statistiche che Facebook vi mette a disposizione e cercate di ottimizzarla al meglio. A volte basta modificare il testo di un annuncio per vedere un miglioramento dei risultati.

Volete anche voi promuovere la vostra fanpage ma non sapete come fare? Contattateci per un preventivo gratuito.

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Gli utenti dei social networks: tipologie e comportamento

utenti social networksCapire come si comportano le persone sui social networks, quali scelte effettuano è molto importante per attivare dei progetti di conversazione di senso.

Con questo scopo vi proponiamo  la classificazione di utenti realizzata da Aimia, azienda americana di loyalty-managment.

  1. I non attivi (41%): sono quegli utenti che non si connettono a un social da circa un mese. Questa tipologia di persone di solito appartiene al genere maschile, ha poca fiducia nei social network e tiene molto alla sua privacy: non vuole far sapere cosa fa o cosa gli piace.
  2. Le new entries (15%): sono gli utenti passivi; quelli che si iscrivono principalmente per non “rimanere indietro”. Queste persone usano i social per mantenere e incrementare le loro relazioni online.
  3. Gli spettatori (16%): si iscrivono a differenti social network ma pubblicano di rado perché non vogliono mettere online la propria vita. Questo tipo di utenti usa i social per stare al passo con i tempi ed essere aggiornato sulle attività degli altri iscritti (feste, inviti a eventi, compleanni ecc… ).
  4. Cliquers (6%): si iscrivono ad un unico social network, principalmente Facebook. I cliquers sono per la maggioranza donne, molto attive in rete, che pubblicano di frequente in bacheca, aggiornano il loro status, commentano e mettono foto. Questi utenti stringono amicizia solo con utenti che conoscono: amici e familiari.
  5. Mix-n-Minglers (19%): sono utenti molto attivi su diversi social. Di solito sfruttano questo canale per tenersi aggiornati con offerte di determinati marchi-prodotti; sono attenti alla privacy e le loro amicizie in rete li influenzano parecchio.
  6. Sparks (3%): usano i social come forma di auto-espressione, scrivono di frequente e trascorrono molto tempo online. Nonostante siano interessati ad un discorso di privacy, gli sparks sono gli utenti con un profilo pubblico, con poche restrizioni. Questi utenti sono  molto interessati alle offerte online e scrivono il loro parere –positivo/negativo- su ciò che comprano.

Come si può immaginare un Social Media Plan non può prescindere da queste tipologie di utenti, definendo in partenza quali utenti e quando coinvolgerli nel nostro piano di conversazione.

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