E-commerce, il web che fa crescere

Anche quest’anno, il Netcom Forum mi ha permesso di avere una visione complessiva aggiornata e ad ampio spettro sull’e-commerce. Qui puoi trovare alcune considerazioni che mi sono piaciute e numeri interessanti che condivido volentieri.

Le premesse

L’e-commerce coinvolge oggi 1,5 miliardi di persone in tutto il mondo e diventa sempre di più “unified “commerce: retail classico, logistica, mezzi di pagamento e resi diventano sempre più integrati proponendo nuovi modelli organizzativi ibridi.

L’e-commerce amplia l’offerta dei punti di vendita fisici e, allo stesso tempo, permette di ampliarne la gamma disponibile e/o di facilitare e velocizzare le consegne (ritiro in negozio).

Il concetto di retail si fonde con l’e-commerce creando un “always connected retail”, un modello di business oggi molto più chiaro alle persone che alle aziende.

Anche i concetti di business to business e business to consumer tendono a sfumarsi sempre di più e  cambia il ruolo dei player tradizionali.

A livello geografico, l’area  Asia-pacifico è la vera locomotiva del settore (+28% 2016 vs 2015).

E in Italia come siamo messi?

L’Italia conferma una forte crescita dei clienti online, oggi sono circa  21 milioni. Ci sono alcune evidenze su questa crescita italiana che vale la pena di sottolineare:

  • Crescono di più le famiglie con un e-commerce enabler, e cioè con un millennial che diviene il facilitatore per i genitori meno digital;
  • Chi compra multidevice (desktop, tablet e cellulare) ha una frequenza di acquisto molto più elevata degli altri. Volendo dare un indice: chi acquista solo desktop ha un indice 0,8 chi acquista con più device ha un indice di frequenza pari a  1,9 e spesso sono “heavy buyers” anche offline.

Oggi in Italia si stimano 22.000 e-commerce attivi:

  • il 20% permette il ritiro dell’acquisto online in un negozio
  • il 4,6% permette comprare online e ritirare in negozio
  • l’11% permette la restituzione del reso offline

In tre anni  2014-2017 si è avuta una crescita di acquirenti del 26%,  del 37% dei volumi di vendita.

Importantissimo evidenziare che su 100 acquisti solo 22 sono fatti su siti italiani, la domanda di commercio online ormai c’è ed è importante, nel nostro paese, ma l’offerta italiana latita, le imprese italiane faticano a fare investimenti corretti e, aggiungo io,  trovare partner validi per crescere anche online.

Si pensi che in Germania ci sono 550.000 imprese attive e 200.000 in Francia.

E-commerce in Italia: evidenze e settori di punta

La domanda aveva fatto registrare 19.913 miliardi di euro nel 2016 (+20% ), nel 2017 supereremo i 23 miliardi ( +16%).

I prodotti crescono del +25%, i servizi del + 8%, nel 2017 il mercato raggiungerà una parità 50% tra prodotti e servizi. Il numero di ordini sarà 150 milioni e 190 milioni le consegne. Lo scontrino medio si attesterà sui 75-80 euro.

Alcuni trend per settore merceologico:

  • turismo +9%
  • assicurazioni, +6% (crescono quelle di prezzo e i comparatori di prezzo)
  • informatica  +26% (crescono anche retailer tradizionali che allargano il servizio multicanale click and collect)
  • abbigliamento +23%
  • food and grocery +37% (food delivery e spesa a casa)

Penetrazione complessiva dell’e-commerce 5,6% del totale acquisti:

  • nei servizi 9%
  • nei prodotti 4%
  • nel turismo 33%
  • nel food & grocery solo lo 0,5%

Penetrazione del mobile

  • 23%smartphone (Smartphone +52% vs 2016)
  • 8% tablet

Il mercato è molto concentrato: i primi 20 player fanno il 71% e 10 tra questi sono aggregatori (39% del mercato).

Esiste ancora un grande spazio per mercati verticali e di nicchia, l’export prodotti registra un +21% dei quali i 2/3 sono abbigliamento, anche in questo caso le potenzialità sono ancora tutte da esplorare per gli altri mercati.

I 5 elementi chiave della competizione digitale

Se fin qui ci siamo concentrati su dati e numeri, quali insegnamenti ci portiamo a casa per vendere meglio online?

  1. saper orientare il cliente, non vendere (i contenuti sono strategici);
  2. supportare le scelte del cliente quando serve;
  3. rendere facili i pagamenti: sempre dovunque e in modo istantaneo, in un batter d’occhio;
  4. semplificare la logistica: velocità senza problemi;
  5. fare customer care (non service) stimolare il confronto, la condivisione le community d’acquisto.

La capacità di analisi dei dati diventa un altro asset fondamentale.

Una ricerca su 3000 imprese USA ha dimostrato che chi investe sui dati (raccolta e analisi  predittive). Un investimento del 10% in più IT sull’analisi dei dati, permette un passaggio da un utile medio del 11 al 16%, e una crescita del fatturato dal 7 al 11 %.

Volendo sintetizzare questi dati un  investimento in analisi dei dati del+10% porta ad una crescita dell’utile di circa il +50% (Fonte: Big data revolution MIT).

E tu?

Hai mai valutato l’idea di aprire all’e-commerce la tua azienda? Cosa aspetti? Chiedici un parere, potrebbe essere l’occasione che stavi cercando. Non fartela scappare 🙂

 

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