E-commerce e normative legali: la parola all’avvocato Giorgio Trono

E-commerce

Gli aspetti legali sono la bestia nera di un e-commerce. Bisogna districarsi tra informazioni a volte complesse da capire, essere sicuri di chiudere ogni vendita nel migliore dei modi ed essere a conoscenza di diritti e doveri dei nostri clienti.

Per fare chiarezza e sciogliere i dubbi, abbiamo fatto alcune domande a Giorgio Trono, specializzato (tra le altre cose) in diritto delle nuove tecnologie, che ha il dono di rendere semplici le cose complesse.

  1. Aprire un e-commerce per un’azienda produttiva, che non vende già al dettaglio, è molto complesso?

No, non è complesso. Prima di tutto bisogna affrontare alcuni semplici passaggi burocratici: adeguare il codice Ateco, segnalare alla Camera di Commercio che si andrà ad esercitare anche la vendita al dettaglio per corrispondenza e presentare la SCIA. Tutte attività che possono essere compiute agevolmente online tramite la Comunicazione Unica da inviare al registro delle imprese della Camera di Commercio.

  1. E cosa bisogna inserire, in concreto, sul sito?

Da un punto di vista legale sarà poi necessario scrivere e caricare sul sito le condizioni di vendita – che costituiscono il vero e proprio contratto che lega il venditore ai suoi clienti – e l’informativa privacy, che ha lo scopo di informare gli utenti del sito sul modo in cui verranno trattati i loro dati personali.

Il venditore dovrà poi predisporre una serie di misure per trattare i dati personali degli utenti del sito in modo conforme alla normativa privacy.

  1. Di cosa bisogna informare un cliente di un e-commerce? Ci sono dei requisiti informativi minimi?

In base alla legge il venditore ha l’obbligo di dare alcune informazioni ai navigatori del sito. Questo tipo di informazioni varia a seconda che l’e-commerce sia venda ad utenti di tipo business o a consumatori: in questo secondo caso, il venditore è tenuto a dare maggiori informazioni.

Ad esempio, si tratta di fornire informazioni chiare riguardo l’identità del venditore, il prezzo compreso di spese di spedizione, le caratteristiche del prodotto.

  1. Che cos’è l’Online Dispute Resolution?

Dal 9 gennaio 2016 è anche obbligatorio indicare il link alla piattaforma ODR (Online Dispute Resolution) creata dall’Unione Europea: si tratta di uno strumento per risolvere in via amichevole le eventuali controversie tra consumatori e venditore.

  1. Quando si può dire concluso un contratto di vendita di un e-commerce?

Nell’e-commerce la pratica più comune seguita dai venditori è quella di stabilire che il contratto sia concluso nel momento in cui il venditore invia al cliente la mail di conferma dell’ordine fatto dal cliente stesso.

In questo modo il venditore ha la possibilità, tra le altre, di verificare la reale disponibilità del bene in magazzino: in caso di bene indisponibile potrà chiedere al cliente se conferma l’ordine (magari con tempi di consegna più lunghi) o se preferisce revocarlo.

  1. Il diritto di recesso, oggi, come si applica alle vendite online?

La legge regola in maniera specifica il diritto di recesso in caso di vendita ai consumatori (B2C): il consumatore ha diritto di recedere entro 14 giorni dal momento in cui riceve il bene, senza fornire alcuna motivazione e senza dover sostenere costi aggiuntivi rispetto a quelli di spedizione del reso (che tuttavia il venditore può decidere di accollarsi).

Una volta che il cliente ha comunicato la volontà di recedere al venditore, questi ha 14 giorni di tempo per rimborsare la somma ed il cliente ha 14 giorni per restituire il prodotto.

  1. Le DEM promozionali sono lo strumento più utilizzato da tutti gli e-commerce sulla base clienti. Quali limiti impone la normativa sulla privacy in questi casi?

Il Garante della privacy ha dedicato un apposito provvedimento sulle regole da osservare in caso di mail marketing.

Gli obblighi fondamentali che il venditore deve osservare riguardano l’informativa ed il consenso.

Il venditore deve cioè fornire al destinatario della mail pubblicitaria una serie di informazioni riguardanti gli scopi e le modalità del trattamento dei dati personali.

Il venditore dovrà poi acquisire il consenso del destinatario all’invio di mail pubblicitarie. Senza questo consenso il venditore non potrà inviare una mail pubblicitaria.

Questo consenso, in particolare, dovrà essere preventivo, ossia essere acquisito prima di inviare la mail pubblicitaria. Ulteriori dettagli su come fare mail marketing nel rispetto della privacy dei clienti sono indicati nella mia guida, che si può scaricare a questa pagina.

 

Grazie delle tue preziose informazioni Giorgio, ora sì che gli aspetti burocratici e legali ci fanno meno paura. Per chi volesse approfondire l’argomento, ecco un’utilissima guida, sempre di Giorgio, per non perdersi nel labirinto della normativa italiana.

Al prossimo post 🙂

 

 

Posted in E-commerce.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *