lunghezza di un testo

Lunghezza di un testo: quante parole ci vogliono per un contenuto efficace?

Una delle domande che ci viene fatta spesso dai nostri clienti è: “qual è la giusta lunghezza di un testo”? Nel nostro post di oggi del blog abbiamo provato a rispondere basandoci, come sempre, sulla nostra esperienza.

lunghezza di un testo

Non esiste una risposta giusta a questa domanda, se parli con un esperto SEO ti dirà che un contenuto che funziona deve avere almeno 1000 parole, il plugin di WordPress SEO Yoast ne suggerisce un minimo di 300.

Il nostro consiglio è quello, come sempre, di pensare al destinatario del tuo web copy e di scrivere un contenuto con l’obiettivo di soddisfare al meglio le sue aspettative chiarendo ogni dubbio su ciò che sta leggendo. Se per spiegare quell’argomento ci vogliono 1800 parole, usane 1800. Se ce ne vogliono 560, usane 560 🙂

In linea generale, comunque, tieni presente che tra i parametri che usa Google per posizionare un sito nelle sue serp c’è anche la lunghezza del contenuto: cerca di non essere troppo conciso e di arrivare almeno alle 300 parole.

Lunghezza di un testo: non essere ossessionato

Mentre scrivi i tuoi testi non pensare solo alla lunghezza, ma soffermati e cura come si deve altri aspetti legati alla comunicazione come ad esempio:

  • La formattazione. Come abbiamo già visto in precedenza, il modo con cui un testo viene visualizzato dal lettore ha un impatto non indifferente. Ricordati che un contenuto testuale per il web deve essere leggibile, suddiviso in blocchi con elenchi puntati e paragrafi per facilitare la comprensione di quella pagina.
  • Il contenuto. Pensa all’argomento di cui vuoi discutere e a quante parole servono per spiegarlo in maniera approfondita. Ricordati anche della regola della “piramide rovesciata”: non tutti hanno voglia di leggere un testo dall’inizio alla fine, dai loro la possibilità di capire  di che cosa stai parlando mettendo le informazioni principali nelle prime righe per poi dettagliarle nei paragrafi successivi.
  • Il pubblico di riferimento. È importante non distogliere mai l’attenzione sui destinatari del tuo web copy, perché ogni tipo di pubblico ha il suo codice linguistico e le sue esigenze “di lettura”.

Se il contenuto è troppo corto?

Se ti sei reso conto di aver scritto un contenuto troppo corto e non sai come fare, né riesci a dettagliarlo ulteriormente, non ti preoccupare: puoi comunque sfruttare ciò che hai scritto in modo diverso.

Per esempio. Scegli un altro canale in cui pubblicare il tuo web copy dove è necessario essere brevi, come ad esempio Twitter o Facebook. Spezzetta il tuo testo in brevi frasi e pubblica sui social delle “pillole” in maniera scadenzata. È un’ottima soluzione per essere attivi e non buttare nel cestino quel contenuto che, in un altro contesto, non avrebbe soddisfatto a pieno il lettore.

Se il contenuto è troppo lungo?

Se invece ti sei reso conto di essere stato troppo prolisso e aver scritto davvero tanto, anche qui la soluzione c’è. Suddividi il testo a “puntate” e pubblica porzioni di contenuto con frequenza regolare. Anche questa è un’ottima strategia per essere presenti in maniera costante, ad esempio, su un blog.

Per concludere

Ricapitolando, una volta che hai terminato di scrivere il tuo testo, prima di pubblicarlo chiediti sempre: “l’articolo tratta l’argomento in modo completo?”, “ho scritto le cose nel modo giusto o sono stato troppo frettoloso?”.

Rispondere a queste domande ti servirà per capire se hai fatto un buon lavoro o se è il caso fare delle revisioni ai tuoi contenuti. In alternativa, contattaci senza impegno: siamo a tua disposizione per scrivere testi efficaci che ti aiuteranno a fare breccia tra vecchi e nuovi clienti.

Testi che si fanno leggere: la regola della piramide rovesciata di Nielsen

Quali sono i contenuti che tengono agganciati i lettori a una pagina web? In che ordine è meglio presentare le informazioni all’interno di un testo con la speranza di essere letti dall’inizio alla fine? Scopriamolo nel post di oggi, approfondendo la regola della piramide rovesciata.

piramide rovesciata

Un testo sul web ha delle dinamiche parecchio diverse rispetto ai contenuti cartacei: se a scuola ci hanno insegnato a scrivere temi argomentativi seguendo uno schema definito – presentazione generale, tesi, argomentazione, antitesi, conclusione – online le cose cambiano.

Il lettore è pigro, vuole trovare l’informazione che cerca subito, senza stare a leggere per forza riga per riga il contenuto intercettato.

Ecco perché è importante fare in modo che le persone leggano l’informazione essenziale subito, senza troppe infiorettature o giri di parole. Ed è proprio questo che ci racconta Jakob Nielsen con la sua regola della piramide rovesciata.

Cosa ci insegna Nielsen

Secondo Nielsen un testo destinato al web che emoziona e che si fa leggere deve essere impostato così:

  • si parte dall’informazione essenziale, quella che vogliamo che il lettore conosca comunque, anche se decide di abbandonare la lettura dopo poche righe;
  • si aggiungono i dettagli più importanti legati all’informazione principale;
  • si prosegue con tanti livelli di profondità finché l’argomento non sarà completo, inserendo se necessario link ad hoc che aggiungono valore a quel contenuto.

In questo modo sarà il lettore stesso a scegliere fino a quale livello arrivare: se leggere solo l’inizio (e capire comunque di cosa stiamo parlando) o se proseguire a leggere per conoscere l’argomento più nello specifico.

Titoli e abstract alla base della piramide

Se è vero, com’è vero, che l’informazione principale di un contenuto va all’inizio, non dobbiamo dimenticarci del titolo di quel testo. Il titolo ha un potere persuasivo non da poco: il suo ruolo è quello di anticipare in modo chiaro e preciso il tema di quella pagina e invogliare il lettore a saperne di più.

Oltre al titolo, è buona norma inserire all’inizio del testo (che corrisponde alla base della nostra piramide) un piccolo abstract, proprio come facciamo noi nei nostri post del blog. Si tratta di un piccolo riassunto di quello che le persone potranno leggere più avanti, aiuta a capire meglio l’argomento e stimola la lettura.

Link in cima alla piramide

Facciamo un esempio pratico. Se stiamo scrivendo qualcosa sulla vita di John Lennon, non è il caso di tediare il lettore con un lungo approfondimento sui Beatles. Piuttosto, si può inserire un link su questa parola che rimanda a una pagina dedicata del proprio sito o a una fonte autorevole, come Wikipedia. L’aggiunta di link, da inserire all’apice della piramide per invitare chi legge all’approfondimento, aiuta a mettere in relazione quella pagina con altre sezioni del nostro sito.

Inserire link all’interno di un testo, oltre ad essere uno dei tanti fattori che aiutano la visibilità sui motori di ricerca, stimolano il lettore ad avere sott’occhio eventuali approfondimenti sull’argomento. Nella costruzione del link attenzione a non mettere in relazione parole a casaccio, è meglio scegliere con cura  i termini da linkare pensando a cosa vorrebbe approfondire il lettore.

Testi che si fanno leggere

Un testo che si fa leggere è un testo piacevole, che parte dall’essenza e si sviluppa via via fino a snocciolare ogni piccolo dettaglio. Se hai bisogno di rendere i tuoi contenuti più attraenti per raggiungere nuovi lettori contattaci, lavorare insieme sarà un vero piacere.

Parole ed immagini che emozionano, una piccola guida

Un’immagine vale più di mille parole.  Un’immagine coinvolge in modo diretto chi la osserva, emoziona, evoca suggestioni e sentimenti. Un’immagine, se inserita in una pagina di vendita, spinge il lettore verso il processo di acquisto.

Come avrai intuito, il nostro post di oggi vuole essere una piccola guida sull’uso delle immagini. Ti toglieremo ogni dubbio sul fatto che non puoi usare sul tuo sito qualsiasi foto trovata su internet, ti spiegheremo dove trovare immagini libere da diritto di autore e come fare a scegliere un’immagine che emoziona da abbinare al tuo web copy.

Questione d’immagine: permessi e diritto d’autore

Che si tratti dell’articolo di un blog, di un post su Facebook, di una newsletter promozionale, non ci sono dubbi: se vuoi far crescere la tua attività online hai bisogno di immagini.

Immagini emozionali che ti aiutino a rafforzare il messaggio da trasmettere, raccontino il tuo lavoro e invoglino le persone dall’altra parte dello schermo a chiederti un preventivo.

Il problema è che in rete c’è ancora molta confusione sull’uso delle immagini. C’è chi pensa che le foto di Google possano essere riutilizzate a proprio piacimento, altri che prendono le immagini da Pinterest, le salvano sul computer e le ripubblicano sui loro canali senza chiedere il permesso all’autore.

Il concetto, in realtà, è piuttosto semplice. Se trovi su internet un’immagine che ti piace, e quell’immagine è sotto copyright (quasi tutte quelle che vedi), tu non puoi usarla. Neanche citando la fonte.

Quindi, se ti servono delle foto per la tua attività online hai quattro opzioni possibili:

  1. contattare un fotografo che realizzi per te le immagini di cui hai bisogno;
  2. acquistare le foto dai siti di stock, come iStock o Fotolia;
  3. scrivere all’autore di quell’immagine e chiedergli il permesso di caricarla sul tuo sito;
  4. scegliere foto libere da copyright.

Le immagini “zero copyright”

Per venire incontro alle esigenze delle aziende e dare a tutti la possibilità di usare belle immagini, professionali e di qualità, sono attivi ormai da anni diverse piattaforme che offrono fotografie senza copyright (o “zero copyright”).

Da questi siti puoi selezionare l’immagine che preferisci e riutilizzarla liberamente senza chiedere il permesso a nessuno. Eccone alcuni:

  • Pixabay, Pexels, The Stocks: siti di immagini, illustrazioni, video che possono essere modificati e utilizzati per fini commerciali;
  • Search Creative Commons: è il tool di Creative Commons, un servizio di ricerca che aggrega insieme le immagini free presenti su piattaforme esterne (es. Google Image, Flickr..);
  • Findicons: se sei un amante delle icone questo è un sito davvero funzionale dove poter trovare ciò che fa al caso tuo. Attenzione! All’interno del sito sono presenti sia icone free che quelle che non possono essere utilizzate senza il consenso dell’autore. Leggi sempre bene la licenza di ogni singola immagine prima di riutilizzarla nel tuo testo.

Come scegliere l’immagine giusta

Se ti serve un’immagine per la tua attività online e vuoi essere sicuro di fare bella figura, ecco alcuni consigli che potranno aiutarti nella scelta:

  • usa immagini definite, di qualità e dai colori brillanti. Evita quelle foto ricche di dettagli e che non hanno un contrasto netto tra lo sfondo e il soggetto raffigurato;
  • usa immagini in linea con il contenuto, in modo tale che il lettore capisca “a colpo d’occhio” quali sono le informazioni presenti in quella pagina;
  • fai attenzione al contesto e prediligi le immagini che rappresentino al meglio il tipo di pubblico che vuoi raggiungere;
  • tieniti lontano dalle immagini viste e riviste (hai presente la foto dell’uomo che mette il piede sulla buccia di banana o due manager in giacca e cravatta che si stringono la mano?) o, se non puoi fare a meno di usarle, personalizzale il più possibile.

Web copy e immagini: la combinazione perfetta

Se vuoi approfondire il discorso sulle immagini e imparare come abbinare belle foto a contenuti efficaci contattaci: siamo a tua completa disposizione per lavorare sodo al tuo progetto per vederlo crescere insieme.

 

Diritto d'autore

Diritto d’autore: come proteggere i tuoi contenuti dai copioni

Hai appena scoperto che qualcuno ha usato una tua immagine senza permesso. Hai trovato in rete una foto molto bella ma non sai se puoi usarla sul sito. Ecco alcuni consigli per tutelare i tuoi contenuti online e non incappare a tua volta nello stesso errore.

Diritto d'autore

Se hai un’attività online e ti ritrovi a produrre contenuti per promuoverla – blog post, newsletter, testi del sito, landing page – potresti esserti fatto una di queste domande:

“Come faccio a inserire nel mio articolo una foto libera da diritti?”

“Quali font non a pagamento posso usare per un banner promozionale?”

“Ho trovato in rete un contenuto uguale al mio, come faccio a dimostrare che è stato copiato?”

Nel nostro post di oggi ti parleremo di diritto d’autore e ti consiglieremo alcuni strumenti e risorse utili per produrre contenuti interessanti senza il timore di commettere errori.

Le basi: cos’è il diritto d’autore

Come dice Wikipedia

“Il diritto d’autore è la posizione giuridica soggettiva dell’autore di un’opera dell’ingegno a cui i diversi ordinamenti nazionali e varie convenzioni internazionali riconoscono la facoltà originaria esclusiva di diffusione e sfruttamento, ed in ogni caso il diritto ad essere indicato come tale anche quando abbia alienato le facoltà di sfruttamento economico (diritto morale d’autore).”

Su internet il discorso non è altrettanto semplice: i siti internet sono centinaia, le persone che spacciano per propri contenuti altrui altrettante, per cui è piuttosto difficile risalire alla paternità di un’opera sia che si tratti di un testo, una fotografia, un video.

Creative Commons per difendere i tuoi contenuti

L’unico modo per tutelare online ciò che produci è quello di registrare la licenza Creative Commons, che prevede sei tipologie di licenze rivolte a istituzioni, scrittori, giornalisti, artisti che condividono le loro opere in rete.

Con la licenza Creative Commons il proprietario può decidere tra sei combinazioni di licenze, che prevedono condizioni differenti, ad esempio:

  • l’opera può essere riprodotta a patto che si attribuisca una menzione di paternità ogni volta che la si utilizza;
  • l’opera può essere modificata e mixata a scopi commerciali ma bisogna comunque attribuire all’autore la paternità;
  • l’opera non può essere riprodotta in alcun modo;
  • l’opera è di dominio pubblico e chiunque può usarla e modificarla senza attribuire la paternità all’autore.

Creative Commons è un’organizzazione no-profit e le sue licenze possono essere utilizzate in maniera gratuita senza obbligo di registrazione.

Canva per grafiche in fai da te

Se devi realizzare in autonomia delle grafiche e vuoi essere sicuro di rispettare il diritto d’autore altrui, la soluzione più semplice è quella di usare strumenti come Canva.

Si tratta di uno strumento gratuito, per usarlo basta iscriversi con la propria email o con un account Facebook/Google, che ti consente di realizzare grafiche professionali senza essere del mestiere: banner per le pubblicità sui social, immagini per i propri profili professionali, presentazioni, preventivi e via dicendo.

All’interno di Canva troverai font, immagini e grafiche che potrai usare senza problemi, più la possibilità di acquistarne di extra se quelle free non ti convincono.

Se invece ti servono delle immagini che emozionano per i post del tuo blog senza grafiche particolari ma solo per accompagnare il testo e renderlo più interessante da un punto di vista visivo puoi usare:

Se hai bisogno di una scritta particolare e non vuoi usare Canva, questi due siti raccolgono una serie di font free di qualità:

Copyscape per i contenuti duplicati

Se hai sospetto che i tuoi testi siano stati copiati da un concorrente e vuoi averne la prova, puoi fare un controllo su Copyscape.

Non dovrai fare altro che inserire l’indirizzo della pagina del sito che temi sia stata copiata e cliccare su “go”. In pochi secondi scoprirai i copioni ed intervenire di conseguenza.

Il primo passo? Inviare un’email alla persona che spaccia i tuoi contenuti per suoi, invitandola a rimuoverli immediatamente.

Contenuti e diritto d’autore: approfondiamo dal vivo?

Se ti interessa approfondire il discorso sui testi e imparare come scegliere le parole più adatte per raccontare online la tua attività in modo interessante e consapevole, c’è il nostro workshop “Contenuti efficaci per spiccare il volo”.

Una giornata di formazione per imparare che testi e immagini sono i tuoi fedeli alleati per crescere online in modo sostenibile e duraturo. Ti aspettiamo!

tono di voce

Testi che lasciano il segno: tono di voce e valori

T’imbatti ogni giorno in contenuti simili, che dicono la stessa cosa e che fai fatica a distinguere l’uno dall’altro. Esiste il modo di differenziarsi dalla marea di contenuti tutti uguali e lasciare il segno nel cuore e nella mente dei lettori? Certo che sì!

tono di voce

I testi che trasmettono personalità si riconoscono subito: usano parole che catturano l’attenzione e che si ricordano con facilità. Sono testi semplici da capire, che scorrono con naturalezza e raccontano molto dei valori di un’azienda e di chi c’è dietro. Bene, ma come si scrive un testo che trasuda personalità? Ecco qualche consiglio da cui iniziare.

Parti dal tono di voce

Il tono di voce è il “come” di un’azienda, ovvero la modalità attraverso cui comunica quello che fa, online è non. Ci sono molteplici toni di voce – istituzionale, amichevole, ironico, romantico, colloquiale e via dicendo: ogni azienda deve lavorare e trovare il suo per trasmettere in modo efficace le proprie caratteristiche e peculiarità.

Individuare il nostro tono di voce ci aiuta a distinguerci e a differenziare la nostra comunicazione rispetto alla concorrenza.

Pensaci: se Lush e Bottega Verde si raccontassero online con la stessa voce, usando le stesse parole, come potremmo noi coglierne i tratti distintivi e scegliere il marchio che sentiamo più vicino a noi?

Un tono di voce calibrato e che aggiunge valore alla nostra comunicazione prende in considerazione:

  • un’analisi del cliente ideale: chi sono le persone che vogliamo raggiungere? Che tipo di pubblico vogliamo intercettare per fargli comprare i nostri prodotti/servizi?
  • un’analisi degli obiettivi: le parole che scegliamo per raccontarci online devono essere in linea con gli obiettivi che vogliamo raggiungere nel breve e lungo periodo;
  • i valori aziendali: che verranno espressi e comunicati facendo una selezione delle parole giuste e dei termini da evitare perché in contrasto con il nostro modo di essere.

Il tono di voce è ciò da cui partire per aggiungere personalità ai tuoi testi: inizia scegliendo le parole più adatte a raccontare il tuo lavoro ed escludi quelle che senti lontane da te.

Le mode passano, tu no

Per creare dei testi unici, che parlano di te e della tua offerta, sii coerente con te stesso e stai alla larga da quegli stili comunicativi che sembrano riscuotere così successo tra il pubblico ma che magari sono lontani da te.

Hai presente le gif animate come accompagnamento a qualsiasi testo? Ecco, stiamo parlando proprio di questo.

Il modo più semplice per dare ai tuoi testi un tratto distintivo è quello di essere il più possibile spontanei e naturali. Puoi agire così:

  • evita il vocabolario aziendalese e burocratese. Su quanti siti hai visto espressioni come “leader di settore”, “servizi a 360 gradi” o “soluzioni chiavi in mano”? Tantissime. Come puoi sperare che il pubblico si accorga di te se tu usi questi stessi termini?
  • lavora sulle emozioni. Comunicare personalità non significa giocare a chi fa il prezzo più basso o all’offerta del momento, ma trasmettere il fatto che i tuoi prodotti e servizi sono così imperdibili che le persone non potranno farne a meno. La fidelizzazione in questo senso aiuta moltissimo: che storia c’è dietro al tuo prodotto? Perché l’hai creato? Quale aspetto della loro vita miglioreranno i tuoi clienti acquistandolo?
  • punta sulle relazioni. Il pubblico sceglie te rispetto alla concorrenza perché, attraverso le tue parole e ciò che comunichi, si sente più in sintonia, sposa la tua causa. Se le persone condividono i tuoi stessi valori e ideali, riuscirai a creare relazioni stabili e durature molto più forti di qualsiasi strumento promozionale.

Personalità e parole: vuoi saperne di più?

Parleremo ancora di tono di voce e personalità durante il nostro corso “Contenuti efficaci in pratica”, una giornata di formazione per imparare che scrivere contenuti che funzionano ci aiutano a crescere online in modo consapevole. C’è ancora qualche posto, se vuoi partecipare ti conviene fare in fretta ☺

Se invece hai bisogno di un supporto operativo contattaci qui: avrai un nostro parere, sui  tuoi testi, e su come migliorarli. Che aspetti?