Parole ed immagini che emozionano, una piccola guida

Un’immagine vale più di mille parole.  Un’immagine coinvolge in modo diretto chi la osserva, emoziona, evoca suggestioni e sentimenti. Un’immagine, se inserita in una pagina di vendita, spinge il lettore verso il processo di acquisto.

Come avrai intuito, il nostro post di oggi vuole essere una piccola guida sull’uso delle immagini. Ti toglieremo ogni dubbio sul fatto che non puoi usare sul tuo sito qualsiasi foto trovata su internet, ti spiegheremo dove trovare immagini libere da diritto di autore e come fare a scegliere un’immagine che emoziona da abbinare al tuo web copy.

Questione d’immagine: permessi e diritto d’autore

Che si tratti dell’articolo di un blog, di un post su Facebook, di una newsletter promozionale, non ci sono dubbi: se vuoi far crescere la tua attività online hai bisogno di immagini.

Immagini emozionali che ti aiutino a rafforzare il messaggio da trasmettere, raccontino il tuo lavoro e invoglino le persone dall’altra parte dello schermo a chiederti un preventivo.

Il problema è che in rete c’è ancora molta confusione sull’uso delle immagini. C’è chi pensa che le foto di Google possano essere riutilizzate a proprio piacimento, altri che prendono le immagini da Pinterest, le salvano sul computer e le ripubblicano sui loro canali senza chiedere il permesso all’autore.

Il concetto, in realtà, è piuttosto semplice. Se trovi su internet un’immagine che ti piace, e quell’immagine è sotto copyright (quasi tutte quelle che vedi), tu non puoi usarla. Neanche citando la fonte.

Quindi, se ti servono delle foto per la tua attività online hai quattro opzioni possibili:

  1. contattare un fotografo che realizzi per te le immagini di cui hai bisogno;
  2. acquistare le foto dai siti di stock, come iStock o Fotolia;
  3. scrivere all’autore di quell’immagine e chiedergli il permesso di caricarla sul tuo sito;
  4. scegliere foto libere da copyright.

Le immagini “zero copyright”

Per venire incontro alle esigenze delle aziende e dare a tutti la possibilità di usare belle immagini, professionali e di qualità, sono attivi ormai da anni diverse piattaforme che offrono fotografie senza copyright (o “zero copyright”).

Da questi siti puoi selezionare l’immagine che preferisci e riutilizzarla liberamente senza chiedere il permesso a nessuno. Eccone alcuni:

  • Pixabay, Pexels, The Stocks: siti di immagini, illustrazioni, video che possono essere modificati e utilizzati per fini commerciali;
  • Search Creative Commons: è il tool di Creative Commons, un servizio di ricerca che aggrega insieme le immagini free presenti su piattaforme esterne (es. Google Image, Flickr..);
  • Findicons: se sei un amante delle icone questo è un sito davvero funzionale dove poter trovare ciò che fa al caso tuo. Attenzione! All’interno del sito sono presenti sia icone free che quelle che non possono essere utilizzate senza il consenso dell’autore. Leggi sempre bene la licenza di ogni singola immagine prima di riutilizzarla nel tuo testo.

Come scegliere l’immagine giusta

Se ti serve un’immagine per la tua attività online e vuoi essere sicuro di fare bella figura, ecco alcuni consigli che potranno aiutarti nella scelta:

  • usa immagini definite, di qualità e dai colori brillanti. Evita quelle foto ricche di dettagli e che non hanno un contrasto netto tra lo sfondo e il soggetto raffigurato;
  • usa immagini in linea con il contenuto, in modo tale che il lettore capisca “a colpo d’occhio” quali sono le informazioni presenti in quella pagina;
  • fai attenzione al contesto e prediligi le immagini che rappresentino al meglio il tipo di pubblico che vuoi raggiungere;
  • tieniti lontano dalle immagini viste e riviste (hai presente la foto dell’uomo che mette il piede sulla buccia di banana o due manager in giacca e cravatta che si stringono la mano?) o, se non puoi fare a meno di usarle, personalizzale il più possibile.

Web copy e immagini: la combinazione perfetta

Se vuoi approfondire il discorso sulle immagini e imparare come abbinare belle foto a contenuti efficaci contattaci: siamo a tua completa disposizione per lavorare sodo al tuo progetto per vederlo crescere insieme.

 

Diritto d'autore

Diritto d’autore: come proteggere i tuoi contenuti dai copioni

Hai appena scoperto che qualcuno ha usato una tua immagine senza permesso. Hai trovato in rete una foto molto bella ma non sai se puoi usarla sul sito. Ecco alcuni consigli per tutelare i tuoi contenuti online e non incappare a tua volta nello stesso errore.

Diritto d'autore

Se hai un’attività online e ti ritrovi a produrre contenuti per promuoverla – blog post, newsletter, testi del sito, landing page – potresti esserti fatto una di queste domande:

“Come faccio a inserire nel mio articolo una foto libera da diritti?”

“Quali font non a pagamento posso usare per un banner promozionale?”

“Ho trovato in rete un contenuto uguale al mio, come faccio a dimostrare che è stato copiato?”

Nel nostro post di oggi ti parleremo di diritto d’autore e ti consiglieremo alcuni strumenti e risorse utili per produrre contenuti interessanti senza il timore di commettere errori.

Le basi: cos’è il diritto d’autore

Come dice Wikipedia

“Il diritto d’autore è la posizione giuridica soggettiva dell’autore di un’opera dell’ingegno a cui i diversi ordinamenti nazionali e varie convenzioni internazionali riconoscono la facoltà originaria esclusiva di diffusione e sfruttamento, ed in ogni caso il diritto ad essere indicato come tale anche quando abbia alienato le facoltà di sfruttamento economico (diritto morale d’autore).”

Su internet il discorso non è altrettanto semplice: i siti internet sono centinaia, le persone che spacciano per propri contenuti altrui altrettante, per cui è piuttosto difficile risalire alla paternità di un’opera sia che si tratti di un testo, una fotografia, un video.

Creative Commons per difendere i tuoi contenuti

L’unico modo per tutelare online ciò che produci è quello di registrare la licenza Creative Commons, che prevede sei tipologie di licenze rivolte a istituzioni, scrittori, giornalisti, artisti che condividono le loro opere in rete.

Con la licenza Creative Commons il proprietario può decidere tra sei combinazioni di licenze, che prevedono condizioni differenti, ad esempio:

  • l’opera può essere riprodotta a patto che si attribuisca una menzione di paternità ogni volta che la si utilizza;
  • l’opera può essere modificata e mixata a scopi commerciali ma bisogna comunque attribuire all’autore la paternità;
  • l’opera non può essere riprodotta in alcun modo;
  • l’opera è di dominio pubblico e chiunque può usarla e modificarla senza attribuire la paternità all’autore.

Creative Commons è un’organizzazione no-profit e le sue licenze possono essere utilizzate in maniera gratuita senza obbligo di registrazione.

Canva per grafiche in fai da te

Se devi realizzare in autonomia delle grafiche e vuoi essere sicuro di rispettare il diritto d’autore altrui, la soluzione più semplice è quella di usare strumenti come Canva.

Si tratta di uno strumento gratuito, per usarlo basta iscriversi con la propria email o con un account Facebook/Google, che ti consente di realizzare grafiche professionali senza essere del mestiere: banner per le pubblicità sui social, immagini per i propri profili professionali, presentazioni, preventivi e via dicendo.

All’interno di Canva troverai font, immagini e grafiche che potrai usare senza problemi, più la possibilità di acquistarne di extra se quelle free non ti convincono.

Se invece ti servono delle immagini che emozionano per i post del tuo blog senza grafiche particolari ma solo per accompagnare il testo e renderlo più interessante da un punto di vista visivo puoi usare:

Se hai bisogno di una scritta particolare e non vuoi usare Canva, questi due siti raccolgono una serie di font free di qualità:

Copyscape per i contenuti duplicati

Se hai sospetto che i tuoi testi siano stati copiati da un concorrente e vuoi averne la prova, puoi fare un controllo su Copyscape.

Non dovrai fare altro che inserire l’indirizzo della pagina del sito che temi sia stata copiata e cliccare su “go”. In pochi secondi scoprirai i copioni ed intervenire di conseguenza.

Il primo passo? Inviare un’email alla persona che spaccia i tuoi contenuti per suoi, invitandola a rimuoverli immediatamente.

Contenuti e diritto d’autore: approfondiamo dal vivo?

Se ti interessa approfondire il discorso sui testi e imparare come scegliere le parole più adatte per raccontare online la tua attività in modo interessante e consapevole, c’è il nostro workshop “Contenuti efficaci per spiccare il volo”.

Una giornata di formazione per imparare che testi e immagini sono i tuoi fedeli alleati per crescere online in modo sostenibile e duraturo. Ti aspettiamo!

Il calendario editoriale è morto? Viva il calendario editoriale

Il calendario editoriale funziona ancora? Ho letto che il calendario editoriale è morto, è vero? Ecco i nostri suggerimenti per produrre contenuti utili e che funzionano, anche nel 2018. 

Internet sta cambiando, le cose vanno veloci. Siamo presi dall’ansia di pubblicare per farci vedere, per vendere i nostri prodotti, per raccontare il famoso “dietro le quinte di un brand”.

In questi anni ci hanno insegnato a costruire calendari editoriali il più efficaci possibili, a creare contenuti, a metterci in mostra attraverso le parole (e molto altro). Tutto questo serve ancora? Ecco le nostre considerazioni in merito.

Il calendario editoriale si evolve

Il calendario editoriale nasce come una metodologia di lavoro attenta, strategica e pianificata che consente di veicolare le giuste informazioni, in modo costante nel tempo, al proprio pubblico di riferimento. È uno strumento che viene usato da tantissime aziende che lavorano online, da quelle consolidate a quelle che decidono di affacciarsi sul web per la prima volta.

Un calendario editoriale che si rispetti non è solo un elenco di argomenti che viene pubblicato in modo più o meno regolare, ma fa parte di una strategia di marketing digitale più ampia e contribuisce a creare l’immagine di un’azienda, a raccontarla. Se dovessimo ricapitolare le caratteristiche di un calendario editoriale, potremmo dire che:

  • si tratta di una metodologia di pianificazione mirata dei contenuti;
  • serve per veicolare informazioni in maniera continua e coerente;
  • si usa per comunicare in modo integrato sia sul sito internet che su altri canali digitali (social e newsletter per primi);
  • aiuta a dare valore al brand.

Queste affermazioni sono vere ancora oggi, con la differenza che la mole d’informazioni che viaggiano in rete ha raggiunto dei livelli di saturazione pazzeschi. Siamo sovraesposti ai contenuti e, tra articoli interessanti e fake news, si fa molta fatica a trovare testi interessanti, che facciano venir voglia di essere letti.

Per non parlare dei canali social e dei brand, che postano tutti i giorni contenuti poco d’appeal, solo per rispettare il loro calendario e dare in pasto ai loro seguaci un qualche tipo d’informazione (utile? Interessante?).

Il calendario editoriale non è morto del tutto ed è ancora uno strumento importante per chi è agli inizi del proprio lavoro e ha bisogno di avere delle linee guida, ma dobbiamo pensarlo in modo diverso, come ad un canovaccio in cui scrivere appunti, comunicare cose di valore quando serve e non così “tanto per”.

La qualità sopra la quantità

Se è vero, com’è vero, che il calendario editoriale è un canovaccio che ci aiuta a creare contenuti di valore preziosi, come si deve agire in pratica? Ecco i nostri suggerimenti:

  • smettila di pensare “devo pubblicare tre post a settimana” o “devo scrivere due post al mese”. Meglio un contenuto ragionato e pieno di informazioni utili che tre post scialbi scritti solo per riempire la casellina del calendario.
  • ascolta il tuo pubblico. Chi meglio di lui può darti degli spunti su argomenti, tematiche, curiosità?
  • non puntare tutto su un solo canale, ad esempio Facebook. Se già in passato era una mossa azzardata farlo, oggi lo è ancora di più.
  • prevedi del budget da investire in pubblicità ed essere sicuro di far vedere il tuo messaggio alle persone giuste.
  • se non hai niente da dire, rimani in silenzio. Nessun brand è morto perché non ha comunicato per un po’.

Coinvolgere, educare, vendere

Fin qui tutto chiaro e condivisibile, da dove si parte allora per creare un calendario editoriale sensato, non urlato e che produce valore? Per noi sono sempre validi questi tre asset, che poi sono quelli che usiamo noi quando comunichiamo e lavoriamo con i nostri clienti:

  • coinvolgere per costruire relazioni con il nostro pubblico e comunicare attraverso le emozioni;
  • educare per aiutare le persone a risolvere un problema specifico;
  • vendere i nostri prodotti e servizi, pensando non solo al fatturato ma su come ciò che si offre possa aiutare le persone a migliorare un aspetto della loro vita.

Ti interessa approfondire?

Ti interessa approfondire la questione contenuti? Ad aprile c’è il nostro corso “Contenuti efficaci in pratica”, una giornata di formazione per imparare che le parole sono delle preziose alleate per il tuo lavoro. Capirai come organizzare contenuti belli, semplici, chiari, che parlano di te e che rispondono ai bisogni dei lettori. Che ne dici, ci vediamo a Milano?

landing page efficaci

Landing page efficaci: gli ingredienti per vendere di più e meglio

Le landing page sono le pagine di atterraggio di un sito internet realizzate con lo scopo di convincere il lettore a compiere un’azione. Sono delle pagine che hanno uno schema preciso e che devono essere curate in modo particolare se vogliamo che dei semplici visitatori si trasformino in clienti fedeli. Nel nostro post di oggi impareremo quali sono gli ingredienti principali che rendono una landing page più appetitosa e invitante.

landing page efficaci

Le caratteristiche di una landing page che funziona si riconoscono subito. Ogni elemento è pensato e studiato a puntino per far sì che chi la legge non rimanga lì imbambolato, ma sia incentivato ad agire e subito. Una landing page efficace:

  • è sexy, cattura l’attenzione con testi e immagini;
  • è precisa, ogni dettaglio suscita interesse per chi la legge;
  • è accogliente, crea fiducia e offre sicurezza;
  • è stimolante, per motivare e persuadere a compiere l’azione richiesta.

Bene, ora che abbiamo visto peculiarità e obiettivi di una landing page, possiamo andare più nello specifico e capire da dove iniziare per costruirne una come si deve. Sei pronto?

Parti con una grafica web professionale e piacevole

Quando un potenziale cliente arriva sulla landing page, la prima cosa che lo colpisce non è il prezzo né il valore della tua offerta ma l’aspetto della pagina in cui si trova: immagini, colori, leggibilità, piacevolezza.

Se la landing page è graficamente poco gradevole, è difficile che le persone siano spinte a leggerne il contenuto. Al contrario un “contenitore” ben presentato, rifinito e ottimizzato per qualsiasi dispositivo fa venir voglia di andare oltre e di addentrarsi nella lettura.

Scrivi contenuti rilevanti ed efficaci

Per convincere le persone a compiere un’azione sulla tua landing page bisogna studiare nel dettaglio parole e testi. Lavora su un titolo che catturi l’attenzione, un testo di approfondimento che risolva i dubbi relativi alla tua offerta, un elenco di vantaggi e benefici che si ottengono nell’acquistare quel prodotto/servizio.

Lascia fuori tutti i contenuti secondari ed evita rimandi al sito o a prodotti correlati: sono elementi di distrazione che fanno dimenticare al visitatore per quale motivo è arrivato fino lì ☺

Attenzione anche alla formattazione del testo da un punto di vista visivo; stai alla larga dai muri di parole e usa spazi e punteggiatura per accompagnare il pubblico nella lettura della landing page.

Aggiungi recensioni e video dimostrativi

Un modo per stimolare le persone a compiere l’azione richiesta dalla landing page è quello di aggiungere all’interno della pagina una parte relativa alle recensioni di clienti soddisfatti.

La riprova sociale è un ottimo metodo per costruire nel lettore una maggiore fiducia e propensione all’acquisto.

Un’alternativa alle recensioni sono i video dimostrativi, dove si raccontano benefici e vantaggi. Alcune ricerche dimostrano che le pagine di atterraggio che hanno inserito un video al loro interno hanno aumentato il tasso di conversione dell’80%.

Attenzione: è meglio inserire un video solo se è ben fatto ed è di qualità. Video fatti in casa o poco attraenti possono dare un’immagine di scarsa professionalità e poca accuratezza.

Inserisci un form di richiesta chiaro

Non obbligare le persone che vogliono contattarti per un preventivo o per acquistare il tuo prodotto a fornirti troppe informazioni: il form di contatto deve essere semplice e non rappresentare un ostacolo per chi lo compila. Chiedi solo quello che serve, se hai bisogno di dati in più potrai farlo in un secondo momento, a contatto avvenuto.

Ricorda che sul web le persone non vogliono perdere troppo tempo dietro a moduli lunghi e complessi, ma trovare quello che cercano e andare oltre.

Misura le performance della landing page

Per capire se una landing page funziona non occorre andare per tentativi, ma monitorare con costanza quello che succede per capire se la struttura è quella corretta, se i testi sono abbastanza chiari, se ci sono dei problemi a livello di grafica o conversioni.

Google Analytics può aiutarci tantissimo in questo: grazie ai suoi dati affidabili possiamo ottimizzare al massimo le landing page e ottenere, di conseguenza, maggiori risultati.

Bisogno d’aiuto con la tua attività online?

Hai capito che ci sono degli aspetti del tuo progetto da migliorare ma non sai bene cosa?
Se vuoi capire di più i nostri Digital Marketing Workshop sono quello che fa per te: contattaci per conoscere le prossime date del 2018.
Se invece hai fretta di cambiare contattaci qui per avere un parere, e una prima diagnosi, senza impegno da parte nostra.

Nel prossimo post parleremo di come misurare correttamente i risultati di un e-commerce, non perdertelo!

Creare una mailing list: le basi per costruire un castello

Se stai pensando di inviare delle newsletter e pensi che la soluzione migliore sia quella di creare delle liste di contatti reperiti in rete in modo indiscriminato, sappi che servirà a poco. Delle newsletter che funzionano hanno delle liste molto mirate, composte da persone sensibili a quello che offri e potenziali clienti. Nel nostro post  di oggi ecco qualche consiglio per iniziare a costruire delle liste efficaci a cui inviare le tue comunicazioni.

Come in tutte le attività di marketing, anche quelle legate alle email marketing hanno bisogno di pianificazione e strategia, con qualche accortezza in più.

Ad esempio: le persone a cui stai mandando la comunicazione hanno dato il loro consenso per riceverla? Come hai avuto il loro indirizzo? Sei sicuro che tutte le caselle di posta che hai siano attive e funzionanti? Come fare in modo che il messaggio non finisca nello spam?

Proviamo a rispondere a tutte queste domande.

Vietato acquistare database di indirizzi

Quante volte ti è capitato di ricevere email promozionali senza sapere bene come il mittente abbia avuto il tuo indirizzo? A noi tantissime. Succede quando il tuo indirizzo email è stato aggiunto in un database e qualcuno lo acquistato o ceduto a terzi. Per evitare il problema, ogni volta che compili un modulo dove inserisci anche la tua email, fai attenzione a negare/prestare il consenso per l’invio di email promozionali conto terzi.

Vien da sé che se compri online un database di indirizzi, non è detto che queste persone siano interessate alla tua azienda e vogliano ricevere notizie da te. Le cose più probabili che faranno quando riceveranno le tue email sono:

  • disiscriversi dalla newsletter;
  • segnalarti come spam;
  • ignorare il messaggio.

Poco proficuo in tutti e tre i casi. Senza considerare che, i principali strumenti di invio newsletter, riescono a riconoscere le liste di indirizzi acquistate, bloccando la comunicazione e, nel peggiore delle ipotesi, bloccando chi le invia.

Partire bene: studia mercato e audience

Prima di buttarti nella mischia, hai un’idea precisa del mercato in cui ti muoverai e della clientela tipo? Prova a immergerti nel mondo del tuo pubblico per capire quali sono gli elementi chiave attraverso cui le persone potrebbero decidere di iscriversi alla newsletter.  Avere ben chiaro i loro bisogni e come aiutarli con l’invio di comunicazioni specifiche è fondamentale per creare dei messaggi efficaci che aiutano a raggiungere gli obiettivi prefissati.

Ottenere contatti spontanei

Il modo più semplice per invogliare il lettore ad iscriversi alla newsletter è quello di inserire un modulo o una pagina ad hoc all’interno del sito, dove racconti che tipo di contenuti andrai ad offrire e perché le persone non dovrebbero perdersi neanche un’email.
Questo tipo di raccolta è spontanea ma più lenta. Non pensare di avere subito una lista di 1000 contatti solo perché aggiungi uno spazio per la newsletter sul sito. Puoi accelerare il processo con una campagna sponsorizzata sui social, profilando da subito i destinatari.

Raccogliere gli indirizzi email dal vivo

Qualsiasi occasione offline – dalle fiere ai convegni – è quella giusta per creare un elenco di contatti. Basta un tablet o un semplice foglio di carta dove chiedi alle persone se sono interessate a ricevere notizie periodiche sulla tua attività.

Anche se raccogli i contatti “dal vivo” devi fare in modo che ci sia il consenso all’invio della newsletter: puoi farlo impostando un modulo cartaceo e che la preveda con una doppia firma. Una volta al lavoro, scrivi un’email alle persone che ti hanno dato il loro indirizzo, rammentando loro ciò di cui avete parlato quando vi siete incontrati (evitando presentazioni preconfezionate) e offrendo un link di approvazione per l’invio di email.

Creare delle liste partendo da un contenuto

Un modo alternativo per generare liste di email profilate, è quello di offrire un contenuto gratuito (ad esempio un ebook) in cambio dell’indirizzo email. Si tratta di una sorta di “dare per avere”:

  • l’azienda mette a disposizione le sue competenze su un tema a livello gratuito,
  • chi vuole accedere a queste conoscenze deve offrire qualcosa di suo, in questo caso la propria email.

Questo metodo risulta efficace perché si riescono a creare in poco tempo mailing list con un certo numero di contatti pronti ed interessati a ricevere notizie dall’azienda.

Tutto chiaro? Ti eri mai occupato di mailing list? Se vuoi approfondire il mondo dell’email marketing abbiamo il corso che fa per te. Si chiama “Email che funzionano” e sei ancora in tempo ad iscriverti.