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Google Analytics, il cuore della crescita per il tuo e-commerce

Se hai creato un e-commerce sai benissimo che per aumentare il numero di persone che visitano il sito e, di conseguenza, le vendite devi pianificare una strategia di marketing adeguata. Fatto questo però, avrai bisogno di uno strumento che possa monitorare passo dopo passo cosa succede: dal numero di visite mensili al comportamento degli acquirenti. Per fortuna Google Analytics ci consente di misurare queste e molte altre informazioni legate ad un e-commerce.

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Bene, ma cosa bisogna fare per monitorare quello che succede sull’e-commerce su con Google Analytics? Come districarsi tra le mille informazioni presenti nell’account dopo aver eseguito l’accesso? Scopriamolo insieme.

Come aggiungere il monitoraggio e-commerce

La prima cosa da fare, per ottenere i dati di e-commerce da Analytics, è impostare il monitoraggio dedicato agli store online.

Dovrai:

  • avviare l’opzione e-commerce per ciascuna vista in cui desideri osservare i dati.
  • inserire il codice di monitoraggio sul sito, utile a raccogliere i dati di e-commerce e trasmetterli ad Analytics.

Riesci a farlo da solo?

Dipende dalle tue conoscenze con i codici HTML e JavaScript. Per essere sicuro di rilevare i dati in modo corretto, ti suggeriamo di delegare l’operazione a un programmatore web che conosca bene l’implementazione di Google Analytics e, purtroppo, non ce ne sono moltissimi.

Come controllare le conversioni di vendita

Dopo aver inserito i codici di monitoraggio potrai avere un report molto accurato sull’andamento del tuo e-commerce. Analytics offre due metodi differenti per tracciare le transazioni degli e-commerce: il tracciamento dell’e-commerce classico o avanzato (Enhanced ecommerce). Vediamo le differenze fra i due.

Tracciamento e-commerce classico

Attivabile con pochi click, questo codice va inserito sulla pagina della conferma di acquisto. Una volta fatto questo, dal pannello di controllo di Analytics, potrai tenere traccia di ogni singola transazione eseguita da chi acquista sul tuo sito.

Questo tipo di tracciamento offre informazioni più essenziali, che ti consentono di capire in linea generale cosa accade sull’e-commerce e chi compra online.

E-commerce avanzato (Enhanced ecommerce)

Enhanced ecommerce è un modulo molto interessante, in grado di misurare diversi comportamenti dei visitatori del tuo negozio online.

Installandolo, potrai:

  • sapere in quale pagina le persone abbandonano il sito;
  • definire dei funnel specifici per il percorso di acquisto/check-out;
  • potenziare l’attività di product management.
  • creare delle attività di remarketing più efficienti.

Il modulo, fra le tante opzioni, prevede la tracciatura degli ordini annullati (funzione refund), impossibile con il tracciamento e-commerce classico.

Il nostro consiglio è quello di implementare da subito il codice per sfruttare tutto il potenziale di Analytics, scegliendo l’opzione e-commerce avanzato.

Attenzione alla sua installazione: è più complicata del modulo classico, pertanto assicurati che vengano inseriti i codici in modo corretto con alcune transazioni di test.

Le performance del tuo e-commerce senza segreti

Anche se i dati non sono il tuo forte, avere uno strumento che monitora in modo completo il flusso delle attività delle persone all’interno del tuo store è fondamentale per capire come sta andando il tuo e-commerce e migliorarne le performance.

Se vuoi conoscere meglio le potenzialità di Analytics per migliorare le vendite, abbiamo il corso che fa per te: “Perché il mio sito non funziona?” dove scoprirai nel dettaglio le funzionalità di questo strumento amico degli e-commerce.

Che ne dici, ci vediamo a novembre?

E-commerce, il web che fa crescere

Anche quest’anno, il Netcom Forum mi ha permesso di avere una visione complessiva aggiornata e ad ampio spettro sull’e-commerce. Qui puoi trovare alcune considerazioni che mi sono piaciute e numeri interessanti che condivido volentieri.

Le premesse

L’e-commerce coinvolge oggi 1,5 miliardi di persone in tutto il mondo e diventa sempre di più “unified “commerce: retail classico, logistica, mezzi di pagamento e resi diventano sempre più integrati proponendo nuovi modelli organizzativi ibridi.

L’e-commerce amplia l’offerta dei punti di vendita fisici e, allo stesso tempo, permette di ampliarne la gamma disponibile e/o di facilitare e velocizzare le consegne (ritiro in negozio).

Il concetto di retail si fonde con l’e-commerce creando un “always connected retail”, un modello di business oggi molto più chiaro alle persone che alle aziende.

Anche i concetti di business to business e business to consumer tendono a sfumarsi sempre di più e  cambia il ruolo dei player tradizionali.

A livello geografico, l’area  Asia-pacifico è la vera locomotiva del settore (+28% 2016 vs 2015).

E in Italia come siamo messi?

L’Italia conferma una forte crescita dei clienti online, oggi sono circa  21 milioni. Ci sono alcune evidenze su questa crescita italiana che vale la pena di sottolineare:

  • Crescono di più le famiglie con un e-commerce enabler, e cioè con un millennial che diviene il facilitatore per i genitori meno digital;
  • Chi compra multidevice (desktop, tablet e cellulare) ha una frequenza di acquisto molto più elevata degli altri. Volendo dare un indice: chi acquista solo desktop ha un indice 0,8 chi acquista con più device ha un indice di frequenza pari a  1,9 e spesso sono “heavy buyers” anche offline.

Oggi in Italia si stimano 22.000 e-commerce attivi:

  • il 20% permette il ritiro dell’acquisto online in un negozio
  • il 4,6% permette comprare online e ritirare in negozio
  • l’11% permette la restituzione del reso offline

In tre anni  2014-2017 si è avuta una crescita di acquirenti del 26%,  del 37% dei volumi di vendita.

Importantissimo evidenziare che su 100 acquisti solo 22 sono fatti su siti italiani, la domanda di commercio online ormai c’è ed è importante, nel nostro paese, ma l’offerta italiana latita, le imprese italiane faticano a fare investimenti corretti e, aggiungo io,  trovare partner validi per crescere anche online.

Si pensi che in Germania ci sono 550.000 imprese attive e 200.000 in Francia.

E-commerce in Italia: evidenze e settori di punta

La domanda aveva fatto registrare 19.913 miliardi di euro nel 2016 (+20% ), nel 2017 supereremo i 23 miliardi ( +16%).

I prodotti crescono del +25%, i servizi del + 8%, nel 2017 il mercato raggiungerà una parità 50% tra prodotti e servizi. Il numero di ordini sarà 150 milioni e 190 milioni le consegne. Lo scontrino medio si attesterà sui 75-80 euro.

Alcuni trend per settore merceologico:

  • turismo +9%
  • assicurazioni, +6% (crescono quelle di prezzo e i comparatori di prezzo)
  • informatica  +26% (crescono anche retailer tradizionali che allargano il servizio multicanale click and collect)
  • abbigliamento +23%
  • food and grocery +37% (food delivery e spesa a casa)

Penetrazione complessiva dell’e-commerce 5,6% del totale acquisti:

  • nei servizi 9%
  • nei prodotti 4%
  • nel turismo 33%
  • nel food & grocery solo lo 0,5%

Penetrazione del mobile

  • 23%smartphone (Smartphone +52% vs 2016)
  • 8% tablet

Il mercato è molto concentrato: i primi 20 player fanno il 71% e 10 tra questi sono aggregatori (39% del mercato).

Esiste ancora un grande spazio per mercati verticali e di nicchia, l’export prodotti registra un +21% dei quali i 2/3 sono abbigliamento, anche in questo caso le potenzialità sono ancora tutte da esplorare per gli altri mercati.

I 5 elementi chiave della competizione digitale

Se fin qui ci siamo concentrati su dati e numeri, quali insegnamenti ci portiamo a casa per vendere meglio online?

  1. saper orientare il cliente, non vendere (i contenuti sono strategici);
  2. supportare le scelte del cliente quando serve;
  3. rendere facili i pagamenti: sempre dovunque e in modo istantaneo, in un batter d’occhio;
  4. semplificare la logistica: velocità senza problemi;
  5. fare customer care (non service) stimolare il confronto, la condivisione le community d’acquisto.

La capacità di analisi dei dati diventa un altro asset fondamentale.

Una ricerca su 3000 imprese USA ha dimostrato che chi investe sui dati (raccolta e analisi  predittive). Un investimento del 10% in più IT sull’analisi dei dati, permette un passaggio da un utile medio del 11 al 16%, e una crescita del fatturato dal 7 al 11 %.

Volendo sintetizzare questi dati un  investimento in analisi dei dati del+10% porta ad una crescita dell’utile di circa il +50% (Fonte: Big data revolution MIT).

E tu?

Hai mai valutato l’idea di aprire all’e-commerce la tua azienda? Cosa aspetti? Chiedici un parere, potrebbe essere l’occasione che stavi cercando. Non fartela scappare 🙂

 

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E-commerce: una piccola guida per non perdere la bussola

In vista del Netcomm Forum, uno degli eventi più significativi sul commercio elettronico che si terrà a Milano il 10 e 11 maggio, vogliamo fare il punto e riepilogare tutte le cose che abbiamo detto fin qui in materia di e-commerce.
Buona lettura!
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Falsi miti sul mondo dell’e-commerce

Ti sei convinto: hai deciso che aprire un e-commerce è una buona opportunità per far crescere la tua  azienda? Ottimo! Condividiamo la tua scelta, ma prima di partire fai attenzione, non è tutto oro ciò che luccica. Qui trovi alcuni di falsi miti sul mondo del commercio online, da sapere, per evitare brutti scivoloni.

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E-commerce, non solo vendita, ma punto di contatto e narrazione

Hai mai pensato che un e-commerce non è solo un canale di vendita online ma un’opportunità incredibile di entrare in contatto con i tuoi clienti, conoscerli, capire i loro bisogni e raccontare il mondo dei tuoi prodotti? Per spiegarti meglio cosa intendiamo abbiamo intervistato Giuliana Laurita,  esperta in comunicazione e strategia digitale, con cui abbiamo il piacere di collaborare. Solare e sorridente, ci ha regalato il suo punto di vista  sull’e-commerce, che in Olos Interactive condividiamo.

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Contenuti di qualità per migliorare un e-commerce

Continuiamo a parlare di e-commerce, addentrandoci nel mondo dei contenuti, oggi più che mai importanti per i consumatori ma anche per Google. Big G, infatti, è sempre più attento ai testi di qualsiasi sito web: richiede informazioni di qualità e siti facili da navigare. Il vantaggio? Ottenere visibilità. E, come sappiamo, sul web non è mai troppa.

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Come migliorare il processo d’acquisto sul tuo e-commerce

Diciamolo: prima che le persone decidano di fare clic sul tasto “compra” ce ne vuole un bel po’. Se una volta si guardavano gli spot alla TV e si andava nel negozio più vicino a fare acquisti, oggi  internet rende tutto ancora più semplice per il cliente, un po’ meno per l’azienda.

Solo il 2% delle persone, infatti, decide di comprare un prodotto la prima volta che arriva su un e-commerce. Anche se s’innamora subito degli articoli in vendita, ci sono diversi fattori che lo rendono restio a metterli nel carrello e proseguire subito con l’acquisto. Basta una notifica su Facebook o l’arrivo di una mail per perdere il filo e anche la voglia di comprare.

Ci sono dei modi per migliorare il proprio e-commerce e indirizzare le persone verso il processo d’acquisto?

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Cosa scrivere sull’home page del tuo e-commerce

Secondo l’accezione comune, l’home page è la pagina principale di un sito web, quella in cui si trovano concentrate tutte le informazioni relative ad un’attività online.

Se in passato l’home page era considerata la “porta d’ingresso”, il punto d’accesso dal quale le persone iniziavano la loro esperienza di navigazione, oggi con l’uso sempre più crescente di campagne pay per clic e la creazione di landing page specifiche, il loro ruolo è un cambiato.

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Come organizzare i contenuti di servizio del tuo e-commerce

Abbiamo visto nei post precedenti che, quando si progetta un e-commerce, ci sono tanti elementi da tenere in considerazione: gli aspetti legati al processo d’acquisto, la struttura delle schede prodotto, i contenuti dell’home page, tutto ciò che riguarda la legislazione e la burocrazia.

Oggi ci concentriamo su un’altra parte molto importante di un e-commerce, e cioè su come organizzare al meglio le informazioni presenti nelle pagine di supporto, partendo dal menu di navigazione fino ad arrivare al blog.

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Vendite online e social network: strategie e opportunità

Facebook. Twitter. Instagram. Google Plus, Pinterest e via dicendo. I social network, oggi, sono un tema caldo per chi si occupa di vendite online. Sono piattaforme senza costi di ingresso, amichevoli, intuitive, e per questo molti pensano di poterle usare in autonomia, senza avere conoscenze particolari di marketing o comunicazione. Le cose, però, non funzionano proprio così.

Per fare un po’ d’ordine e chiarire le idee, abbiamo pensato di fare alcune domande a Veronica Gentili, giovane e frizzante social media manager, che ci affianca nei nostri progetti social.

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SEO eCommerce: facciamo il punto

Quando in materia di e-commerce arriva il momento di parlare di SEO, chi lo gestisce suda freddo. Un po’ perché l’argomento è complesso per i non addetti ai lavori, un po’ perché le attività per fare tutto a puntino sono tantissime. Solo per citarne alcune: organizzazione dei contenuti, ottimizzazione delle schede prodotto, scelta delle parole chiave, creazione di un codice pulito e splendente. E così via.

Per evitare ansie e chiarire i dubbi, abbiamo fatto alcune domande a Marco Vivi, il nostro specialista SEO.

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AdWords ed e-commerce: i consigli di un’esperta

Google AdWords è una piattaforma di promozione strategica per un e-commerce. Un vero e proprio ecosistema: ci sono le campagne Google Shopping per mettere subito in mostra un prodotto e compararlo ad altri simili, le campagne Remarketing che inseguono un potenziale cliente che ha mostrato particolare interesse nei confronti di un prodotto e le più tradizionali campagne Search e Display che servono per far conoscere un marchio, un prodotto, prima dell’acquisto. Ma come si imposta AdWords in modo efficace per un e-commerce? Noi l’abbiamo chiesto ad Ylenia Rossi, Google AdWords Certified Partner, e nostra preziosa collaboratrice.

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Aprire un e-commerce: aspetti legislativi e burocratici

Se la tua idea è quella di avviare un e-commerce, oltre a pensare al sito web e alla promozione, ci sono altri aspetti che non puoi tralasciare, ovvero tutto quello che concerne  la legislazione e gli aspetti burocratici.

Ad esempio, quali sono i documenti necessari per iniziare un’attività di vendita online senza problemi? Oppure, cosa dice la legge sul diritto di recesso? O ancora, quali sono le informazioni obbligatorie che ci devono essere su di un sito di e-commerce? Nel nostro articolo proviamo a chiarire questi temi  e a spiegare cosa devi fare per essere in regola.

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E-commerce e normative legali: la parola all’avvocato Giorgio Trono

Ancora sugli aspetti legali di un e-commerce. Per fare chiarezza e sciogliere i dubbi in merito, abbiamo fatto alcune domande a Giorgio Trono, specializzato (tra le altre cose) in diritto delle nuove tecnologie, che ha il dono di rendere semplici le cose complesse.

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Domande, dubbi perplessità?

Scrivicele nei commenti, siamo qui per rispondere ad ogni tuo quesito ☺

AdWords ed e-commerce: i consigli di un’esperta

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Google AdWords è una piattaforma di promozione strategica per un e-commerce. Un vero e proprio ecosistema: ci sono le campagne Google Shopping per mettere subito in mostra un prodotto e compararlo ad altri simili, le campagne Remarketing che inseguono un potenziale cliente che ha mostrato particolare interesse nei confronti di un prodotto e le più tradizionali campagne Search e Display che servono per far conoscere un marchio, un prodotto, prima dell’acquisto.

Ogni campagna AdWords prevede tantissime attività giornaliere: bisogna ottimizzare gli annunci, fare la giusta scelta delle parole chiave, lavorare per ottenere un buon punteggio di qualità e modificare la struttura delle landing page per far sì che le visite si trasformino in vendite.

Ma come si imposta AdWords in modo efficace per un e-commerce? Noi l’abbiamo chiesto ad Ylenia Rossi, Google AdWords Certified Partner, e nostra preziosa collaboratrice.

Quali sono le cose da fare sicuramente con Adwords, nel 2016, per chi gestisce un e-commerce?

La prima su tutte è quella di attivare campagne in AdWords 🙂 ! Dico questo perché ci sono ancora molte aziende che non credono nella potenza di questo strumento e temono di sprecare le loro risorse in un tipo di pubblicità che non porta i suoi frutti. Questo purtroppo può accadere quando si prova il fai da te o ci si affida a consulenti AdWords improvvisati, che non hanno mai gestito campagne per e-commerce.

Mi è capitato in passato di prendere in mano delle campagne di “professionisti” dove addirittura non era stato impostato il monitoraggio delle conversioni, una delle attività base che consente di conoscere e valutare le entrate generate dagli annunci.

Perché un e-commerce, oltre agli annunci sui prodotti, dovrebbe investire in una campagna legata al brand?

Una campagna di branding è fondamentale, sempre. Sia per gli e-commerce nuovi, che hanno bisogno di far conoscere il marchio a potenziali interessati, sia per gli e-commerce più noti. In questo secondo caso il vantaggio consiste nell’avere delle vendite con un basso costo di conversione, oltre a contribuire a migliorare i valori complessivi dell’account. Quanto detto vale per le campagne Search.

Le campagne Brand su Display sono indispensabili allo stesso modo per migliorare la brand awareness, ottenere una maggiore visibilità e popolare gli elenchi Remarketing.

Remarketing, la parola magica. Ci spieghi il ruolo del remarketing, della sua forma dinamica e del remarketing nella rete di ricerca?

Certo. Il remarketing in tutte le sue possibili impostazioni (Ricerca, Display, Dinamico, Shopping e Video) è una delle tipologie di campagna più importanti per un e-commerce. Chiaramente non è sufficiente attivare una campagna di questo tipo per avere dei risultati soddisfacenti. Troppo spesso le campagne Remarketing vengono gestite all’acqua di rose: si lavora all’impostazione iniziale, si attivano gli annunci e si pubblica fino ad esaurimento del budget, senza implementare le opportune ottimizzazioni. Bisogna invece definire in anticipo gli obiettivi con il cliente e monitorare l’andamento delle campagne con costanza per pianificare interventi strategici su annunci testuali e display.

Shopping è ancora centrale in una strategia e-Commerce?

Sì, Shopping è ancora centrale e lo sarà sempre di più, soprattutto ora che anche in Italia abbiamo avuto il “dramatic change” in AdWords che riguarda lo spazio dedicato agli annunci sponsorizzati. Questo cambiamento  fa si che gli annunci oggi presenti siano solo nella parte alta e bassa dei risultati di ricerca, fino a quattro in alto  (in passati erano massimo tre) e tre in basso. Gli annunci Google Shopping invece compariranno sia nella colonna di destra che in alto. Non solo, gli annunci delle campagne Shopping (composti da immagine del prodotto, breve descrizione e prezzo) compaiono anche nei video attraverso le ShoppableCards, un altro modo per farsi vedere e trovare clienti. Ecco un esempio:

ShoppableCards

E non ultimo è possibile attivare campagne di Remarketing collegate alla/e campagna/e Shopping.

Per riassumere: le campagne Shopping avranno un ruolo sempre più forte per gli e-commerce a patto che siano pertinenti con le ricerche delle persone per aumentare le conversioni.

Ylenia, come funzionano i nuovi formati di annunci e come possono aiutare un e-commerce?

Gsp, lightbox, video: tutti i nuovi formati di annunci (grafici e video) hanno l’obiettivo di stimolare di più le persone, distrarle volutamente da quello che stanno facendo ed invogliarle a fare clic sull’annuncio. Per quanto riguarda gli e-commerce, formati di annunci di questo tipo possono essere usati per intercettare in maniera strategica potenziali clienti e segmenti di pubblico altamente interessati a ciò che noi stiamo vendendo.

Un’ultima domanda: quanto conta in una campagna AdWords avere una buona landing page e perché?

La landing page è importantissima in una campagna AdWords. Possiamo aver creato gli annunci più ottimizzati ed efficaci del mondo ma se la pagina di atterraggio non è chiara, se è carente d’informazioni, o se non è strutturata come si deve, la conversione non si verifica. Quindi: attenzione sì alla scelta del formato dell’annuncio più adatto e al suo contenuto, ma anche alla pagina di destinazione. Un consiglio? Sfruttate gli A/B test, sono utilissimi per migliorare le performance delle campagne!

Grazie Ylenia per il tuo prezioso punto di vista sul mondo AdWords per gli e-commerce! Ci dici dove possiamo trovarti?

Oltre che come riferimento AdWords su Olos Interactive, questo è il mio sito www.yr-adv.it.

 

Se qualcuno avesse domande, dubbi e curiosità da chiedere ad Ylenia lo scriva nei commenti, sarà un piacere fare due chiacchiere insieme.

 

Vendite online e social network: strategie e opportunità

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Facebook. Twitter. Instagram. Google Plus, Pinterest e via dicendo. I social network, oggi, sono un tema caldo per chi si occupa di vendite online. Sono piattaforme senza costi di ingresso, amichevoli, intuitive, e per questo molti pensano di poterle usare in autonomia, senza avere conoscenze particolari di marketing o comunicazione. Le cose, però, non funzionano proprio così.

Per fare un po’ d’ordine e chiarire le idee, abbiamo pensato di fare alcune domande a Veronica Gentili, giovane e frizzante social media manager, che ci affianca nei nostri progetti social.

Veronica, in base alla tua esperienza, quanto conta “essere social” per chi gestisce un e-commerce?

Tanto, e conterà sempre di più. Oggi le persone sfruttano i social network per tantissime attività: informarsi, raccontarsi, consultare le recensioni di altri prima di comprare un prodotto. Non solo: si aspettano che le aziende siano disposte ad ascoltarli e rispondere alle loro domande anche su Twitter e Facebook. Da questo punto di vista i social diventano un alleato indispensabile per chi vuole fare business online.

Come può migliorare il business di un e-commerce attraverso i social network?

I social network, come dicevamo prima, possono rappresentare uno spazio in cui offrire un servizio di customer care rapido ed efficace. In più i social rappresentano il medium ideale per “mantenere una relazione” con i nostri clienti, coinvolgerli e tenerli vicini al nostro brand.

Spesso tendiamo a concentrare tutte le nostre attività per cercare di entrare in contatto con nuove persone interessate al nostro prodotto, dimenticandoci invece che costa molto meno fidelizzare e portare al riacquisto i clienti già acquisiti!

Non finiscono qui i vantaggi che possono derivare da un’integrazione virtuosa dei social network nella propria strategia digitale; essi sono anche ottimi per la lead generation, per l’innesco del passaparola (la leva promozionale più efficace mai esistita), ma anche per ascoltare il consumatore e acquisire feedback positivi.

Ci sono, a tuo avviso, dei social più adatti di altri per aumentare le vendite online?

Beh, tutto dipende dal Paese in cui si vuole vendere, ma soprattutto da quelle che sono le caratteristiche delle nostre buyer persona, degli spazi che abitano e utilizzano per fare le loro scelte. Per moltissimi brand che seguo, Facebook si è dimostrato un canale molto efficace per le vendite, sia dirette che indirette, anche perché offre una piattaforma pubblicitaria con opzioni di profilazione e formati senza eguali.

Anche Twitter o Instagram possono offrire risultati interessanti e, in alcuni Stati, Pinterest si è dimostrato una fonte incredibile di traffico qualificato.

Due consigli per chi sta partendo con il suo e-commerce e sta pensando a come comunicare sui social

Prima di tutto dobbiamo chiederci: quali sono i nostri obiettivi a breve e lungo termine? Come intendiamo integrare i social nella nostra strategia globale? Quali persone vogliamo raggiungere e quali azioni desideriamo intraprendano? Quante risorse (umane ed economiche) abbiamo intenzione di allocarvi? Spesso i social vengono presi con molta superficialità, finendo col credere che “non servono a niente”. In realtà, senza un approccio ponderato e professionale, in ogni campo è difficile raggiungere buoni risultati.

Servono analisi, strategia e professionalità per poterli rendere vere risorse di business.

Veronica, dove possiamo seguirti?

Sul mio blog www.veronicagentili.com e, ovviamente, su Facebook, LinkedIn, Twitter, Google Plus e…co!
Grazie mille Veronica per averci raccontato il tuo punto di vista. Ora non ci rimane che darci da fare e mettere in pratica i tuoi preziosi consigli.