Google Analytics: consigli per avere dati affidabili

Immagina di avere un negozio fisico ma di non sapere: quanta gente vi entra ogni mese, che lingua parlano i tuoi clienti, quanti anni hanno, qual è il bisogno che li ha spinti da te. Sono tutte indicazioni che ti permettono di capire come e cosa vendere.

Se offline è più difficile reperire questi dati, online i giochi cambiano: Google Analytics ti fornisce queste e altre informazioni preziose sulle persone che navigano sul tuo sito. I dati che rileva, però, sono sempre corretti?

Google Analytics non è infallibile: se non viene impostato in modo corretto, i dati non corrisponderanno alla realtà e farai fatica a capire come sta andando davvero la tua attività online.
Ecco, una dopo l’altra, le regole da seguire per verificare che la piattaforma di web analytics creata da Google non si trovi in uno “stato confusionale”.

Iniziamo dal codice

Analytics opera solo dopo che è stato installato un codice (JavaScript) – anche detto Google Analytics Tracking Code (GATC) – nel tag head di ciascuna pagina del sito. La prima domanda da farsi, quindi, è questa: il codice GATC è stato inserito su tutte le pagine del mio sito?

Scarica l’estensione per Chrome Tag Assistant, ti aiuterà a capire facilmente se il codice è inserito correttamente (faccina verde), se è inserito ma in modo non appropriato (faccina blu), se il codice non c’è o non è inserito correttamente faccina rossa.

Per sapere esattamente come funziona qui puoi trovare tutte le informazioni utili.

Assicurati, inoltre che:

  • il codice GATC sia presente solo una volta, per evitare dati duplicati.
  • il codice GATC sia installato solo sul tuo sito. Dovrebbe essere la regola ma succede, a volte, che questo dato pubblico venga preso dalla rete e inserito su altre pagine web. In questi casi Analytics non fornisce un conteggio esatto delle visite, perché rileva anche quelle ottenute dagli altri domini interessati. Per capire se hai l’esclusiva del codice accedi al “report Nome Host”.

Raccomandiamo di utilizzare Google Tag Manager per inserire il codice di  Google Analytics, ti aiuterà a gestire con facilità anche i collegamenti con AdWords e Facebook e ti renderà autonomo dai programmatori per l’inserimento dei codici di tracciamento attuali e futuri

La piattaforma è ben configurata?

Ci sono alcuni elementi che aiutano a ottimizzare Google Analytics, migliorando le sue capacità di raccolta dei dati e la loro corretta interpretazione da parte nostra.

Bisogna ricordare che Google Analytics ha una struttura gerarchica: l’elemento principale è l’account che può contenere uno o più siti (proprietà) che a loro volta possono avere dei sottoinsieme dei dati differenti (viste). Una vista può contenere i dati che appartengono solo della sezione mobile del sito, o del blog, o ancora dello shop, permettendoci di analizzare meglio dati omogenei tra loro per tipologia di navigazione.

Ecco gli elementi fondamentali di cui tenere conto:

  • una corretta struttura dell’account, delle proprietà e delle viste.  Se, ad esempio, sei l’azienda Pippo con sito A e B, hai un account Pippo e due proprietà A e B?
  • la giusta assegnazione dei nomi alle diverse viste viste, in modo che vengano riconosciute con facilità.
  • l’esclusione dello spambot. Per evitare di ricevere spam, attiva la spunta d’esclusione e il gioco è fatto!

Congruenza dei dati

La congruenza dei dati è un altro elemento da controllare se desideri esser certo che il tuo monitoraggio sia affidabile al 100%.

Un paio di suggerimenti:

  1. controlla che vengano usate le note per avvertire tutte le persone che visualizzano i dati di Analytics che ci sono stati cambiamenti al sito o eventi promozionali particolari: inizio di campagne, dem e newsletter, ecc…
  2. verifica sempre il trend degli indicatori chiave di performance, anche detti KPI (Key Performance Indicator) e analizza gli eventuali cambiamenti, soprattutto se repentini (numero di sessioni, % frequenza di rimbalzo, durata della visita, peso delle diverse sorgenti, % di conversione, incidenza del mobile, velocità di caricamento delle pagine) per individuare tempestivamente eventuali anomalie.

Monitoraggio degli obiettivi

L’analisi dei dati del tuo sito passa anche attraverso lo studio dei percorsi di conversione o funnel. Queste analisi aiutano a comprendere, ad esempio, quante persone abbandonano il carrello prima dell’acquisto.

Questa informazione, negativa per il raggiungimento dell’obiettivo – che come sai per un eCommerce è la vendita – permette a chi possiede un sito di questo genere di individuare a quale livello del processo di vendita si verifica il problema e di  poter raddrizzare il tiro:  è un problema di prodotto? Di prezzo? Di tempi di consegna? O di modalità di pagamento?

Analytics ci può aiutare a capire ma,se il monitoraggio degli obiettivi non è settato, Google Analytics potrà fare poco per aiutarti a vendere o generare contatti.  

Efficacia delle campagne online

Altri elementi da considerare sono i parametri UTM, utilizzati per identificare la sorgente di traffico in arrivo sul sito. Sfruttali quando crei una campagna di web marketing o condividi un post sui social: senza gli UTM non avrai la percezione delle visite o conversioni ottenute.

Come impostarli correttamente? Google ci viene in aiuto con il Campaign Url Builder, uno strumento molto facile che ci permette di tenere sotto controllo, in modo molto preciso, ogni iniziativa di comunicazione o promozionale. 

Ultimi consigli

A questo punto, se tutto torna, puoi dormire sonni tranquilli: il tuo Google Analytics sta funzionando a dovere!

C’è invece qualcosa che non quadra? Non sei sicuro che i dati vengano monitorati in modo corretto?

Per risolvere ogni dubbio ed incertezza c’è il nostro corso “Perché il mio sito non funziona?” dove imparerai a tradurre il linguaggio nerd di Google Analytics e a trasformarlo in informazioni preziose per far funzionare meglio la tua attività online.

Ti aspettiamo.

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